Al Re Baldassarre , figlio di Nabucodonosor
erano tremate le ginocchia quel giorno , quando la Mano di Dio aveva scritto sul muro quelle parole. Daniele le aveva interpretate
spiegando al Re che i Medi e i Persiani avrebbero conquistato il suo regno. Ma Arcodor sapeva che non era soltanto così. Stava
percorrendo il ‘Decimo Sentiero’ e sapeva bene che la Sacra X rappresentava il vero segreto che i Savi si tramandavano
da secoli. Sapeva che quella X era anche la Sacra Pietra e quella Pietra era il Cristo del Dio vivente che è, che era e che
viene. Era un compito molto arduo percorrere quel ‘Sephiroth’ dopo secoli di studi , di sacrifici , di notti insonni.
Sedette , stanco e assonnato , si passò una
mano sugli occhi come sempre era solito fare , quasi volesse scacciare la stanchezza , poi si alzò, andò alla finestra , guardò
fuori .”La luna sta ormai tramontando”-si disse-“presto sarà ora”. Andò nel Laboratorio , dove sul
fornello ormai spento l’Athanor si era già raffreddato.Guardò il contenuto e vide. Un sorriso gli si disegnò sul volto
incorniciato da una sottile barba ormai quasi bianca per l’età.”Ecco : la Stella del Mattino sta per sorgere ,
ormai la sostanza è completamente bianca”. Mosse alcuni passi verso uno stipetto e ne trasse un foglio bianco , poi
sedette davanti al grande tavolo di legno,intinse la penna d’oca nel calamaio, sembrò riflettere un attimo , sorrise
ancora , poi cominciò a scrivere :
“CROCE MAI PIU’ “
Non vedi come io sono?
E’ tutto su questa tavolozza
tinta e ritinta , antica,
tavola di verde smeraldo ,
gli ori del giallo mescolati
al nero , grigio piombo,
trasmutato nel nobile
colore degli astri eterni ;
e tutto , in questa trasparenza ,
dopo il buio della notte
si trasforma , e appare ,
nobile stella , il mattino.
E tu,mia bianca colomba :
non vedi come io sono ?
Tormento mi accompagna
e l’estasi attendo ora
del tuo respiro felice ;
ulivo nel becco , pace ,
ali spiegate , sole splendente ,
sole rifulge , canta la gloria
dell’unico vero Dio , Padre ,
intriso di luce eterna.
Croce mai più , ma gioia :
ricevere Amore sereno ;
contro il Male mi batto !
<- ° - ° - ° -° ->
Francis ripose il foglio e la penna , tornò
verso il grande bicchiere di vetro che aveva tolto dal fornello poco prima , ne trasse una parte del contenuto e lo versò
in una piccola fiasca , che ripose poi su uno scaffale appoggiato al muro .”E’ ora di dormire un po’ “-si
disse.
Il sole splendeva sulle terre di Greenlandia
quando si svegliò richiamato dalle parole del suo servo fedele.”Volete mangiare qualcosa mio signore?”-domandò
premuroso Harald.”Si amico mio , ho una fame da lupo ; ieri sera , come sai , non ho toccato cibo ; su , preparami qualcosa
da mettere sotto i denti”. Harald annuì .”So cosa vi piace maestro , provvedo subito”. Francis si alzò
, si vestì e poi , quasi soprapensiero scoprì la Sfera di Luce , vi appoggiò subito le mani , come richiamato da un influsso
inarrestabile . Ed ecco la Sfera si illuminò , il cristallo emanò ampie scie di luce e la vide, bellissima come sempre.”Dyanah
!”-esclamò con voce lieta il Mago. La fanciulla evocata nella visione se ne stava in un bel giardino fiorito , circondata
da alberi dalle chiome verdissime e canticchiava una canzone che suonò familiare all’orecchio del sapiente.”Nemmeno
i giardini di Babilonia hanno visto mai una bellezza così splendente passeggiare lungo i sentieri della Ziggurat”-mormorò
compiaciuto.
In quel preciso istante Dyanah stava cogliendo
una rosa dai petali ancora in boccio,ne aspirò il profumo , respirò sollevando il petto quasi volesse bearsi dell’effluvio
che saliva da quel fiore,poi mosse alcuni passi verso una panchina di legno , sedette dopo aver appoggiato la rosa accanto
a sé. La raggiunse una giovane, dall’apparente età di 25 anni che arrivò sorridendo. Si misero a parlare e ogni
tanto una risata rompeva il loro conversare .
“Voglio sapere cosa dicono”-disse
il Mago ad alta voce-“evocherò la formula che trascina con se l’antico segreto della Parola”. Si alzò in
piedi , socchiuse gli occhi per un attimo, poi tracciò nell’aria un segno di ‘Infinito’ ed esclamò
: “Evoco la sapienza antica che proviene dal Frutto delle Labbra , mi sia donata la chiave dell’Universale Indefinibile,
alle forze del Respiro Aureo io chiedo di poter leggere nella Luce le parole pronunciate”. La Sfera si animò illuminandosi
di una luce azzurrina e il Mago continuò , ma questa volta le sue parole erano nel linguaggio Yurk : “ABBI EI RAMSI
A ERBIMSI A MASSI MA NESIMA”, ovvero : “ECCO IO SENTO E ASCOLTO E LEGGO LE PAROLE”. Guardò nella Sfera dove
la luce azzurra era ormai così vivida da abbagliare l’occhio.”MI SIA CONCESSA LA VISIONE MAGICA”-disse ancora
Arcodor.La luce nella Sfera si fece trasparente e il Mago lesse le parole sulla bocca della bella Dyanah.
“Domenica andremo a Palazzo per la Festa
della Primavera , chissà quanti bei giovani conosceremo, e balleremo e ci divertiremo ; il Principe annuncerà le sue nozze
con la figlia del Margravio di Padania”.”Quello è un tiranno”-disse indispettita la fanciulla che era con
lei-“io non so come il nostro principe voglia imparentarsi con un simile gaglioffo”. Dyanah sorrise , si alzò
dalla panchina e rispose : “L’amore non conosce logica mia cara Russula , e ora sorellina andiamo a pranzo , vediamo
cosa ci ha preparato di buono nostra madre”.
Nel suo studio il Mago sorrise : “Come
è bella , per tutti i segreti di Greenlandia , sto forse innamorandomi di lei?”. Scosse il capo quasi volesse scacciare
quel pensiero dalla sua mente poi , sorridendo , scese le scale che lo portavano verso il grande Salone dove era già stata
imbandita la tavola per il pranzo. Attorno alla tavola lo attendevano Harald e gli altri due domestici con i quali era solito
prendere i suoi pasti,insieme. Consapevole dell’affetto con il quale lo servivano , egli aveva in uso di trattarli sempre
da pari a pari , abituato a conoscere il Segreto della Uguaglianza Illuminata non voleva assolutamente che essi lo considerassero
un Dominus come era in uso fra i nobili e i ricchi della opulenta oligarchia che governava le Terre di Etruria. Sedette davanti
al desco apparecchiato , subito imitato dai suoi commensali , non prima però di aver pronunciato la formula di rito : “IN
QUESTO CIBO , PADRE , E’ IL NUTRIMENTO DEL CORPO , DONA ALLO SPIRITO NASCOSTO IL PANE SACRO DELLA SAPIENZA”. I
domestici , un uomo e una donna , si segnarono portando le loro mani alla fronte , alle spalle e al petto , poi tutti sedettero
e mangiarono.
Nel pomeriggio il Mago volle che Harald gli
preparasse il suo cavallo per recarsi al Palazzo Ducale e visitare il fanciullo che lui aveva curato il giorno prima.
Al suo arrivo fu accolto con gioia dal Duca
e dalla Duchessa e Lorenim capì dal sorriso che aleggiava sui loro visi che il bambino stava sicuramente meglio.”Siate
il benvenuto”-disse il Duca-“ciò che avete fatto non potremo mai scordarlo, mio figlio sta molto meglio, lo avete
guarito “. Francis sorrise e seguì il Duca che lo precedeva , insieme alla moglie, verso la stanza dove il ragazzo
stava riposando .”Guardatelo”-disse la madre sorridendo-“dorme come un angelo, la febbre lo ha lasciato
e il suo volto ha ripreso il colore di sempre”. Il Mago si avvicinò al letto, sfiorò la fronte del fanciullo con la
mano sinistra , poi trasse dalla tasca del mantello la fiasca nella quale aveva raccolto la sostanza bianca che la notte prima
aveva fatto precipitare nel suo laboratorio.”Tenete mia signora”-disse rivolto alla donna-“ma vi prego,
usatela soltanto se in vostro figlio dovesse ripresentarsi la febbre, mi raccomando è un medicamento molto potente, usatelo
con cautela”.La donna prese la fiasca , la fissò per un breve istante poi , tenendola ancora stretta nella mano , consapevole
della sapienza dell’uomo che aveva di fronte domandò : “Cosa gli avete dato, maestro, che in una sola notte l’infezione
si è partita dal suo corpo?”. Lorenim alzò la mano destra come per schermirsi , non amava essere lodato, poi rispose
: “La medicina che la Madre ci offre può uccidere l’infinitamente piccolo, lasciando in vita l’infinitamente
grande, ciò che viene disciolto nell’organismo e uccide la malattia , coagula le forze del sangue che pulsa nelle vene
del fanciullo”. La donna sembrò non comprendere le parole del suo ospite ;scosse il capo e disse a bassa voce :”Signore,voi
possedete i sentieri che guidano verso la conoscenza del naturale potere che si cela nella vostra mente , ma io fatico a comprendere,vi
prego spiegatemi”.”Mia signora , il fanciullo era afflitto da organismi invisibili , io l’ho soltanto aiutato
a combatterli , somministrandogli una portentosa medicina che i Cerusici di oltreoceano chiamano ‘penicillina’.Questa
sostanza si cela nelle muffe e nelle infiorescenze ma va coltivata ed estratta col fuoco dalla sua componente naturale.Vi
basti sapere che aiuterà il giovanetto a guarire, siate fiduciosa e pregate. Il Grande Creatore di tutte le cose visibili
e invisibili , nella sua lungimiranza , ha fatto si che l’uomo potesse cogliere il frutto”. La donna si mostrò
ancora più sorpresa ma rinunciò ad insistere, anche perché il Duca si intromise nel dialogo, invitando il Mago a ritornare
presto a Palazzo per ricevere la sua giusta ricompensa .”Ho già tutto ciò che mi serve mio signore , se volete farmi
cosa gradita , vorrei esprimere un desiderio”. Il Duca annuì : “Chiedetemi tutto ciò che volete maestro, farò
il possibile per accontentarvi”. Il Mago indicò la finestra ,”Venite”-disse , facendo segno di voler essere
seguito-“vi mostrerò ciò che potete fare”. Si affacciarono entrambi all’ampia bifora che consentiva la vista
sulla vasta piazza della cittadina lacuale.”Ecco, guardate , vedete quelle persone sedute per terra sotto le volte del
porticato, là verso la cattedrale?”.”Certamente”-rispose l’altro-“sono straccioni , fannulloni
senza consiglio , che amano passare la loro giornata chiedendo l’elemosina invece di procurarsi il pane lavorando”.
Il volto del Mago pur non lasciando trapelare alcuna reazione emotiva , fu per un brevissimo istante attraversato da un lampo
di pena.”Mio signore , l’animo umano è imperscrutabile e non ci è dato conoscere le ragioni di siffatto destino,
ma quegli uomini e quelle donne, soffrono, e sono nostri fratelli . Il fatto che manchino della forza di affrontare la vita
non significa che siano dei semplici fannulloni. Il Cristo non aveva dove posare il capo ma nessuno si sognerebbe mai di accusarlo
di inerzia o inettitudine”. Il Duca parve turbato da quelle parole poi con tono dimesso domandò:”Cosa intendete?
Cosa volete che faccia?”.”Date a quei poveri la mia mercede, e io sarò stato ripagato convenientemente per la
mia opera”. Il signore d’Etruria annuì.”Va bene, sia fatto secondo il vostro desiderio, provvedo subito
a far consegnare loro una misura di pane e farina e il denaro che volevo consegnare a voi”.”Ne sono lieto”-si
inchinò il Mago-“ma ora devo tornare ai miei studi”. Si accomiatò rifiutando ancora le lodi che la duchessa voleva
fargli e ben presto fu sulla strada del ritorno.
Al Castello sul lago Harald lo attendeva sulla
porta.”Vi aspettavo maestro , è giunto questo dispaccio per voi. Lo ha portato un corriere a cavallo.Viene dal Principe
delle Terre Alte di Liguria”. Francis prese il plico e salì le scale che lo portarono al suo laboratorio.Una volta
toltosi il mantello sedette e lesse :
PRINCIPATO DELLE TERRE ALTE DI LIGURIA
Noi , Augustus Silvius Berus Marassus , Principe di Levante , Duca di Poetia , Leccatore
del Piede del Signore di Granonia ,
In occasione del matrimonio di nostro figlio
Pierus Mammaluccus principe ereditario di Fintavesta con l’augusta figlia di Boxus , signore di Padania
ORDINIAMO
A tutti gli Eccellentissimi Cavalieri
italici degni della nostra stima che
riceveranno questa nostra Grida di
Intervenire
Alla magnificente Festa Danzante che si terrà in Sestri , per quella occasione , nel primo Giorno di Saturno del mese di Maggio, onde porgere omaggio alla regale
coppia.
Chiunque disobbedisse a questa Grida verrà immediatamente
consegnato alla Mannaia Sacra de lo Boia! Chi molla non merita , sta scritto ! Firmato in Sestri nel giorno di Mercurio ,
mese di Aprile , dell’anno del Signore 1° dell’era
di Granonia.
Augustus primus .
Lorenim chiuse il dispaccio , fece un gesto
con la mano , quasi volesse scacciare da se qualcosa di fastidioso,imitando per un breve attimo quei giovani scriteriati popolani
che a volte,nelle osterie d’Etruria intendevano con quel gesto mandare qualcuno all’inferno.”Per tutti gli
alambicchi di Barberia , dovrò andarci o quel pallone gonfiato è capace di farmi mozzar lo capo sul serio !”.
Sedette pensieroso , poi il suo sguardo si posò
sulla Sfera di Luce e d’improvviso il suo volto si illuminò , a mente colpita da un pensiero piacevole.”Dyanah
andrà a quel ballo”-esclamò ad alta voce.”La potrò conoscere, vedere, potrò parlare con lei ; numi del cielo che
io possa alfine trovare una dolce compagnia che rischiari la mia buia e solitaria esistenza?
(continua)