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"SORRISI DI UNA NOTTE DI PRIMAVERA"
Easyalndia Publishing ( Dilco Service Diffusion )
Romanzo di Corrado Francesco Di Lorenzo
Copyright 4 Aprile 2002-Tutti i Diritti sono riservati in tutto il mondo.E' vietata la riproduzione totale o parziale
senza il permesso scritto dell'autore.
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SORRISI DI UNA NOTTE DI PRIMAVERA
(Parte Seconda)
Dyanah guardò ancora nella sua
piccola Sfera Magica : quante cose c'erano in quel grande studio quadrato dove il Mago dimorava! Ora lui però le volgeva le
spalle ma lei desiderava vederlo bene in viso e non sapeva proprio come fare.Se per un attimo,poco prima,ne aveva colto lo
sguardo intuendo che quel sapiente era un uomo dall'animo buono e gentile ora però voleva scrutarne meglio i lineamente per
leggervi le sensazioni ch'egli provava e i sentimenti che lo animavano.Lei sapeva di non avere poteri magici ma un tempo aveva
letto un libro che parlava dei Cavalieri della Tavola Rotonda e di Artù , il Re che li guidava, e di Merlino , il Mago
che serviva Artù e che lo aveva seguito nel Castello di Camelot dove Artù dimorava con la sua bella regina, la dolce Ginevra.
In quel libro era scritta la formula magica che esaudisce i desideri. Dyanah ne ricordava ancora le parole, era così grande
la sua ammirazione per Artù che la sua appassionata storia d'amore con Ginevra la affascinava."Proviamo "-si disse-"Nella
peggiore delle ipotesi non accadrà nulla". Accarezzò la Sfera a lungo concentrando lo sguardo al centro là dove i lampi di
luce la rendevano quasi incandescente, poi socchiuse gli occhi un istante quasi volesse ripetere mentalmente , per essere
sicura di non sbagliare, tutte le parole della magica evocazione.'Incantesimo della volontà silente';ecco era questo il rito
e ne pronunciò le parole magiche:TESMEI A ISSEMFI VOLTATI VERSO DI ME TU CHE RISIEDI NELLA SFERA, VOLTATI E GUARDAMI ! ‘Voglio
e ottengo’ aveva detto, e all'improvviso, quasi fosse spinto da una forza misteriosa, il Mago si voltò e Dyanah lesse
un nome intessuto d'oro sulla lunga veste che lo ricopriva : FRANCIS LORENIM ."Francis Lorenim"-sussurrò la fanciulla-"Che
nome strano, chissà quale significato nasconde". Intanto ormai il Mago sembrava quasi puntare i suoi occhi nei suoi. Erano
verdi, penetranti, luminosi ma nel contempo dolci e profondi. Le parve di scorgere un sorriso sulle labbra dell'uomo, poi
la visione svanì.
Intanto nel Castello sul Lago,
dove Agilla e Trasimeno avevano trovato compimento del loro destino, il Mago stava veramente sorridendo. Aveva compreso; aveva
sentito chiaramente la forza misteriosa che lo aveva costretto a voltarsi e sapeva che proveniva dalla fanciulla che lui aveva
scorto all'interno del Cristallo."Piccola strega"-sussurrò- con il volto ancora lieto per la visione e le labbra increspate
dal sorriso che gli si era disegnato sopra nel sentire l'energia che lo aveva costretto a girarsi. Coprì la Sfera col suo
panno di stoffa di Broccato azzurro intarsiato di arabeschi d'oro e tornò ai suoi studi. Per ore si dedicò soltanto alla lettura
poi, quasi la sua mente fosse attraversata da un pensiero improvviso, chiuse il tomo che aveva appena letto e rimase lì per
un breve istante a fissarne il titolo. "MANOSCRITTI SEGRETI DI QUMRAN" , la scritta troneggiava in caratteri forti in alto,
sulla copertina. Sopra campeggiavano i nomi dei due autori : Robert H. Eisenman e Michael Wise. I due studiosi del lontano
continente al di là delle Colonne d'Ercole avevano fatto un buon lavoro. Avevano raccolto e studiato i tanti Rotoli di Pergamena
trovati anni prima non solo nelle antiche grotte di Qumran , sul Mar Morto, ma anche sotto il piancito della combusta fortezza
di Masada dove nel 73 d.C. i Romani avevano assediato gli ultimi irriducibili Ebrei Zeloti ed Esseni per fiaccarne la
resistenza , finchè gli assediati , rimasti in 900, si uccisero buttandosi giù dai bastioni o avvelenandosi. I Romani avevano
poi dato alle fiamme la fortezza. Ma molti manoscritti erano ancora leggibili e i due studiosi li avevano completati in certe
parti mancanti aiutandosi con le Scritture Sacre. Il Mago si alzò, passeggiò avanti e indietro davanti al lungo tavolo dove
si trovavano tutti i suoi strumenti, i libri, la Sfera di Luce e tutto ciò che gli serviva per i suoi studi, poi tornò a sedere.”Devo
completare la giusta preparazione della Visione Magica se voglio comprendere meglio la fanciulla che risiede nel golfo dei
Poeti”-si disse. Prese un foglio bianco e intinta la sua penna nel grande calamaio d’argento alla sua destra scrisse
la seconda quartina della prima Centuria di Nostradamus : “La vierge en main mise par le branches/Fait proferer qui
n'est a croire envain/Un peur et voix fremissent par le manches/Divine Splendeur , Le Divin près s’assied”.
Scoprì la Sfera che ora scintillava come se fosse illuminata da una luce divina e il suo splendore riempiva la stanza di luce
bianchissima. Ma l’incantesimo non era completo, voleva essere sicuro non solo di vedere la fanciulla ma anche di poter
udire ciò che essa diceva. Aveva bisogno della Luce e del Magnetismo degli Astri Celesti che, nel cielo del Sud , stavano
per allinearsi realizzando un fenomeno celeste che non si sarebbe più ripetuto prima di almeno cento anni. Sapeva che questo
stava accadendo, aveva scrutato il cielo col suo lungo cannocchiale telescopico e aveva visto : Giove,Venere, Mercurio, Marte
e Saturno erano ormai quasi in allineamento totale con la Terra. Avevano formato una visione celeste indimenticabile ; ma
Egli sapeva che avrebbero portato anche sconvolgimenti dovuti alla loro forza gravitazionale . Ne avrebbero risentito sulla
Terra le maree, le comunicazioni che gli uomini chiamavano radiotelevisive, lo stesso umore degli esseri umani , ma non lui.
Sapeva che ormai era in grado di dominare le sue emozioni. Si sentiva forte e preparato.”Un peur et voix..”-ripetè
; si la paura era stata sua compagna , quando anni prima si era reso conto di essere un predestinato.”Tu sei stato scelto”-gli
aveva detto Henricus, un santuomo che nella città di Francesco, il Santo che parlava agli uccelli e che aveva ammansito il
lupo di Agobium , era diventato suo amico perché entrambi conoscevano il ‘Pensiero di Luce’ e sapevano che presto
gli uomini che credevano in Miriam come ultima dimora dell’umanità sarebbero stati chiamati al Grande Esodo. Miriam
, la Grande Pietra , la Madre dai sette occhi , Essena Regina del Popolo Eletto cui l’Agnello
doveva la vita . La Sfera aumentò ancora la sua luce e l’intensità era così forte che il Mago si coprì gli occhi
per un istante con la mano destra.
E la vide, splendida nella sua
nudità, snella ma ben formata, le linee del corpo armoniose, i capelli d’oro sciolti e abbandonati sulle
spalle nivee. Dyanah era intenta a bagnarsi nelle acque di una grande vasca e con grazia si passava le mani sul
corpo per aiutare l’acqua a rendere la sua pelle perfettamente pura.”Bethsabea al bagno”-sussurrò il Mago
con voce tremante.”Dio come è bella”-aggiunse. Nel centro della Sfera Dyanah si offriva inconsapevole al suo sguardo
continuando le sue abluzioni ;cosa che era solita fare ogni giorno.”Basta”-mormorò il Mago-“Basta!”-ripetè-“La
sto spiando come un fanciullo malvagio spia dal buco della serratura , non devo”. In quel momento un boato fortissimo
risuonò nell’aria e i muri del Castello cominciarono a tremare come scossi da una mano misteriosa. Le suppellettili
sui mobili ballavano una sarabanda frenetica, mentre i lampadari oscillavano come pendoli impazziti. Il pavimento
si sollevava e con movimenti sussultori e ondulatori rendeva l’equilibrio precario. Il Mago imperturbabile ricoprì la
Sfera, si portò verso la finestra che dava sul borgo e guardò fuori. Come formiche impazzite i valligiani uscivano di corsa
dalle case, le donne urlavano, mentre tutto intorno l’aria si riempiva del fumo della polvere dei calcinacci dei tanti
pezzi di architrave che cadevano giù dai tetti delle case. Il Mago chiuse gli occhi sollevò le mani sopra la testa, congiunse
le palme poi scostò le dita creando nell’aria una coppa fatta della sua stessa carne e disse con voce stentorea in linguaggio
Yurk : “DISBA CAM CAMA TAMESA EM LEI RIBBISBI ! A TIE SOSSE RNESESE BGA ECESESA FME RSSESE RONASEISE CAM BEAMI
ERCIMSESALE !”.Che voleva dire in quella lingua :”FORZE DEL BENE VENITE IN MIO SOCCORSO ! E VOI TUTTI SPIRITI
CHE ABITATE GLI STRATI SUPERIORI DEL CIELO !” .E la Terra smise di tremare a poco a poco , mentre nel borgo la
gente, riparata lontana dalle case, ringraziava il Signore e piangeva e pregava.
(Continua )
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