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   "PRIVA D'AMORE"
 
La notte il giusto veglia nel silenzio ,
rotto soltanto , in sordina , lieve suono ,
dalle note melodiche di una vecchia radio.
Il Re non  dorme , assorto nei suoi pensieri ;
tormenti ormai sempre uguali , tetri e cupi ,
lo assalgono al giunger delle tenebre .
Notti sempre insonne , trascorse così ,
pensando a Lei , Regina triste , avvilita .
Il Re sorride : un sorriso amaro ,
mille a mille si affollano interrogativi :
Hai voluto legarti , mia Regina ,
ai Demoni malvagi e menzogneri
che governano il mondo tutto .
Ti sei resa schiava dei loro giochi perversi ,
delle loro meschine arroganze
ti sei resa complice e alleata .
Hai tradito il tuo Re per un niente !
Eri accecata dalla paura e dalla gelosia ;
nel panico ti dibattevi ogni giorno ,
finchè incontrasti l'illusione vaga
di un futuro impossibile e vano ,
di una vita immaginata migliore ,
così come da bimba e adolescente
cercasti rifugiandoti nell'abbandono
alle braccia estranee di opportunisti
capaci soltanto di volerti e lasciarti .
Eri regina della Vita e del Cuore ,
ora sei trista Regina del Nulla !
Eri la Vita , il sorriso , del tuo Re ;
Ora sei soltanto grido di dolore .
Ah fossi tu capace di piangere
sul serio per le tue colpe passate !
Hai camminato sul sentiero dei vili ,
ti sei concessa al dio dei corrotti
che hanno tutto rovinato per l'oro
e per loro scelgono le nostre figlie ,
le più belle , le più leggiadre ,
le corrompono con lusinghe
e promesse di potere e denaro .
Servi di Mammona erigono statue
al dio Denaro , ad esse si prostrano .
E tu con essi ti sei schierata ,
perchè hai distrutto nel petto
l'ansia di libertà del tuo Re .
Svanito  è il sogno di un tempo
 
quando fiorivano nel cuore del tuo Re
gioiosi pensieri e melodie e canti ,
nella bufera non  c'era timore ,
ne poteva spaventarlo l'avvenire .
Il Re temeva soltanto se stesso !
Ma tu Sposa Regina , fedifraga ,
povera presa al laccio dai bracconieri
che infidi circuiscono donne fragili
e le conducono per sentieri perversi ;
tu , madre dei miei figli , imperdonabile ,
quale stolta leggerezza fu la tua !
Priva d'amore , vuota di principi ,
incapace di comprendere , insana ,
quale Etica animasse la mente
del tuo Re , fin dalla giovinezza .
Hai agito senza pensare ,
non  hai riflettuto minimamente
sul male che stavi per fare ;
hai ceduto all'istinto insano
che spinge i più deboli e fragili
fra i figli di chi abita questa Terra
negletta del Dio Vero ormai ,
a commettere errori impossibili ,
a tramare contro coloro che amano ,
perfino la loro prole deludono .
 

Eppure sapevi quale amore ti legava
al tuo Re ingenuo e innamorato
della Pace e dell'Onore , della gioia
e dell'onore antico e splendente
della sua antichissima Stirpe !
Hai calpestato la sua Dignità ;
in un solo momento hai cancellato
millenni di tradizioni tramandate dagli avi.
Ti sei accompagnata ai Demoni ,
ai padroni della terra hai ceduto ;
Hai fornicato con essi nel buio
di una intricata e oscura foresta
di errate speranze e fantasie malate .
Il Re  è deluso e amara è la sua bocca ;
nulla può consolarlo e nessuno .
Adesso  gridi , meschina , invano :
'Non si può tornare indietro' !
E' vano il tuo dire e penoso assai ;
un solo grido vale , una sola parola :
'Non dovevi farlo e  lo hai fatto ;
non  doveva accadere e invece
è accaduto , ne porti la colpa ,
per intero sei caduta nella trappola
tesa per te dal Maligno signore
di tutti gli errori della Terra !
Per quanto ancora griderai Regina ?
Fino a quando ti dibatterai nell'orgoglio
e nella superbia del tuo negare
ogni colpa provata e scoperta ?
Guardati Regina : è giunto
il tempo della stagione invernale
di tua vita terrena , infelice .
Incanutito il capo del tuo Re
e bianchi sono pure i tuoi capelli
del colore del latte sono diventati !
Avvizzisce il tuo bel viso , Regina ;
e gli occhi si ammantano di stanchezza ;
fiacco è ormai il nostro andare ,
si piega il tuo Re nel dolore ,
colpito nell'anima e nel corpo ,
ferito nel profondo e annichilito
dall'ordito  tuo tradimento .
Il passo è ormai malfermo ,
anche se  lo sguardo rimane
fermo e vigile , limpido e sereno ,
ma ora  grida la sua tristezza .
I tuoi stessi figli hai tradito ;
ad essi pure hai dato dolore ;
non pagherai per questo , Regina ?
Inginocchiarti ai piedi del Re
non  ti è servito ne poteva , lo sai ,
perchè Egli non  voleva umiliarti
ma si aspettava da te che
sentissi nel cuore  il pentimento
e a lui confessassi dispiacere
per il dispiacere di Lui !
Hai gridato forte la tua colpa ;
hai creduto di potertene liberare
ma lo hai fatto soltanto , misera ,
per acquietare l'ira del tuo Re .
Non  questo Egli desiderava ,
non strappate promesse
di mai più consegnarsi al demone
che tentandola per via la perdette .
Il Re voleva conoscere la via
la via bella che poteva , sola ,
riportare la pace nel suo cuore :
rifugiarti tu fra le sue braccia ,
gridargli la consapevolezza
del tuo errore vano e terribile .
E invece non  ne sei stata capace !
Hai continuato a perseguire
la difesa inutile e penosa
del tuo povero Ego inesausto ,
hai temuto di perdere stima
di ciò che fosti un tempo .
Eppure non  ti accorgi che
proprio per questo ormai
non sei più che povera cosa
nelle mani di un Destino cattivo
circondata dal rimorso ma
incapace di chiedere il perdono
autentico unico mezzo per tornare
alla Primavera bella della vita ,
quando il tuo amore sembrava
scorrere gorgogliante sorrisi
giù dalle colline belle e ubertose
di tua giovinezza allegra e gaia .
Dibattiti ancora Regina ;
finchè non  capirai quale è la via ,
il tuo Re pazienta ancora e attende ,
ma il Tempo incalza e tarda è la sera .
 
Corrado Francesco Di Lorenzo
Ore 00.35 del 16 Gennaio 2006
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