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"SORRISI DI UNA NOTTE DI PRIMAVERA" 8

Corrado Di Lorenzo

Copyright Easylandia Publishing Perugia 10/5/2002

 

Fluttuare in un’atmosfera senza tempo e senza luogo ; sentire il proprio sangue fluire , goccia a goccia , distillato dall’alambicco eterno dello scorrere inesorabile dei giorni . Sangue che cade, con un tonfo sordo, nella Caldaia Sacra nascosta nel proprio cuore. Sangue che ribolle quasi riscaldato dal fuoco ennosigeo che colora le guance , e da vita al corpo e allo spirito.

La mente di Francis andò indietro nel tempo , ai momenti belli della sua giovinezza , quando , per la prima volta , aveva avvertito quel suono che il pulsare del suo cuore gli aveva provocato non soltanto nel petto , ma alla gola e nelle orecchie ; rimbombando in quelle come un sibilo ritmato , a gridargli il desiderio, mentre si abbandonava felice fra le braccia della fanciulla che amava . Era trascorso molto tempo da quel giorno e lui non aveva più provato nulla di simile. Credeva allora di aver desiderato , ma adesso comprendeva quale autentico crogiuolo di sentimenti forti si celava davvero nel suo cuore. Egli sapeva ; molti erano stati gli anni di ricerca continua e aveva compreso alfine. Il suo stomaco si contraeva procurandogli uno spasmo violento su su fino all’esofago. Conosceva la sofferenza dell’emozione antica che si celava nelle sue viscere, fin da quando aveva scoperto di possedere i poteri del Pensiero di Luce. Quel giorno era quasi uscito di senno. Aveva creduto sul serio di impazzire e la malattia sacra stava quasi per impossessarsi davvero della sua mente. Poi aveva compreso : gli  atomi che si celavano nel suo stomaco erano simili a quelli che si celavano nella sua mente. Le stesse particelle vive, pensanti , la fonte del pensiero. I Savi dell’imperatore le chiamavano neuroni . Erano nel suo stomaco a migliaia e gridavano la loro sofferenza quando un dolore psichico lo assaliva . Erano là ed erano fonte di spasmi terribili durante le tante volte che i sentimenti e le sensazioni gli provocavano gioia o tristezza o spavento. Si , anche la paura era stata sua compagna ; nelle notti buie della sua infanzia quante volte aveva invocato la presenza di sua madre per vincere la paura dell’oscuro sentimento che nasceva nella sua mente quando  le luci del giorno lasciavano spazio alle ombre della notte. E i suoi sogni si popolavano di incubi terribili , di mostri senza volto e senza nome . E in una ridda turbinosa veniva afferrato da una vertigine spaventosa mentre sognava , come il povero Quasimodo, di girare in modo rapidissimo su una ruota di tortura e sulla sua schiena si abbattevano le fruste degli aguzzini. Cercava fra la folla , che assisteva alla gogna , il volto di Esmeralda , disperato, considerandola l’unica fonte di salvezza che potesse lenire il suo dolore e la sua paura.Ora la sua voce gridava , ed era un grido disperato quello che usciva dalla sua bocca : Esmeralda ! Ne ripeteva il nome come ubriaco ; urlava mentre sembrava che nessuno si curasse di lui , finchè riusciva a distinguere bene il profilo e il viso dell’uomo che lo batteva . Si accorgeva con orrore che quell’uomo era suo padre . E allora scoppiava in un pianto dirotto e si risvegliava , il volto cosparso di lacrime, la madre al suo capezzale che lo abbracciava e lo rincuorava . E lui si rifugiava fra le braccia di lei , finchè a poco a poco si calmava e il sonno lo conquistava , ormai sfinito ma sereno infine.

 

Francis pensava a tutto questo e con grande stupore si rese conto che Esmeralda adesso era là , a pochi metri da lui , bellissima nei suoi abiti di gala , luminosa e desiderabile come lui l’aveva vista nella Sfera di Cristallo. Dyanah ne aveva il volto , il portamento, il corpo, la grazia .

Arcodor si era appena interrotto , e nemmeno sentì le parole del Principe che chiedeva : “Continuate Marchese, su ditemi , cosa stavate dicendo ?”. Francis si scosse, stava per chiedere commiato per poter seguire ora l’impulso che lo animava : andare incontro alla fanciulla e, in qualche modo, parlarle, conoscerla , far si di poterle diventare amico. Alzò la mano sinistra senza perdere di vista la giovane , come per un cenno di scusa , e stava per accomiatarsi , quando un uomo, dall’apparente età di 40 anni , raggiunse Dyanah e le dette il braccio . I due si allontanarono poi conversando animatamente.”Chi sarà quell’uomo? “-si chiese il Mago turbato da quella presenza maschile al fianco di Dyanah.”Forse suo fratello o un cavalier servente , un cicisbeo qualsiasi”. Si aggrappò a quella speranza con tutte le sue forze e , ricondotto alla realtà , si inchinò al Principe scusandosi con queste parole : “Vi prego di perdonarmi Altezza , un capogiro, un ricordo improvviso”. Il Principe si alzò dal suo scanno dorato e gli andò incontro .”Ho visto con quale intensità avete osservato quella fanciulla . E’ la figlia di uno dei miei Capitani ; suo padre è imbarcato su una nave della nostra Marina da guerra ;è molto bella vero ?”.

Arcodor annuì , poi , preso da un subitaneo desiderio di conoscere , domandò : “La conoscete bene allora Altezza ; ella è promessa forse ad uno dei vostri Cavalieri ? Ho visto che era in compagnia di un uomo”. Il Principe sorrise e commentò : “Il vostro viso parla Marchese , e dice che voi amate quella fanciulla . L’uomo che le dava il braccio è Lianus di Lucchesia , un bravo Nocchiere , anche lui della nostra Marina . Quei due giovani si conoscono da molto tempo”. Francis si torse le mani nervosamente .”Sapete se …”. Il Principe non lo lasciò finire : “Si , Lianus è segretamente innamorato di lei , Dyanah Daleth , conoscete il suo nome?”. Arcodor preferì fingere e rispose : “No, non sapevo quale fosse il suo nome”.”E ne siete innamorato, che uomo strano siete signore, ma ora lasciate che io riceva gli altri ospiti. Il conte Begnat vi farà da guida nella visita del mio Palazzo ;a più tardi signori”. Si accomiatarono e Francis aveva in mente soltanto un desiderio : ritrovare Dyanah e parlare con lei. L’aveva vista allontanarsi verso i giardini reali , così pregò il conte di perdonarlo e si allontanò da solo per seguirla , nell’intento di trovarla e aprirgli il suo cuore. Sempre che non fosse già promessa ad alcuno. Fuori del Palazzo lo accolse la luce del sole che per un attimo lo costrinse ad aggrottare gli occhi chiarissimi . Fin da bambino non poteva sopportare quel chiarore e difficilmente poteva guardare verso persone che avevano il sole alle spalle senza portarsi una mano alla fronte per schermarsi gli occhi . Lo fece anche quel mattino e la vide. Dyanah stava vicino ad una siepe in compagnia di Lianus e questi le sorrideva , ogni tanto toccandole una ciocca di capelli che faceva bella mostra di se al lato del viso, in un gesto affettuoso ma insieme quasi di confidenziale possesso, come se i due si conoscessero da tempo e fra essi ci fosse un sentimento che li legava . Lianus stava chiedendole qualcosa e Francis smaniava dal desiderio di comprendere le parole di quell’uomo, timoroso che fossero frasi d’amore. Il Mago socchiuse gli occhi già feriti dal chiarore forte di quel giorno di sole e recitò mentalmente :”Pensiero di Luce, nella mia persona penetra ; donami la gioia della Rivelata Sensazione ; trasporta verso di me le loro parole, nel nome del Sacro Verbo”. Subito cominciò a distinguere ciò che i due giovani si dicevano.”Senti come è dolce questo profumo”-diceva Dyanah-“è mescolato con essenze di Provenza e sa di muschio odoroso”. Lianus si piegò verso di lei , il suo viso era vicinissimo a quello della fanciulla , ne aspirò il profumo e colto da un desiderio improvviso le sfiorò la guancia con un bacio. A quella vista Francis impallidì , volse le spalle ai due e si allontanò con in mente una ridda di sentimenti contrastanti , lo stomaco serrato in una morsa spasmodica .”Lei lo ama”-ripetè più volte mentalmente, scuotendo il capo per scacciare quella penosa realtà . Alle sue spalle, nei giardini ricchi di piante mediterranee, Dyanah era diventata rossa in viso, presa dalla collera si ritrasse,una lacrima spuntò dai suoi occhi.”Vi siete preso giuoco di me”-disse con la voce rotta dall’emozione-“come avete osato baciarmi ?”. Lianus cercò di rabbonirla : “Siete la mia promessa sposa !”. Dyanah scosse il capo.”Lo ero un tempo , ora non più , sapete bene che non vi amo !”. Lianus tese le mani verso di lei .”Dyanah !”-la chiamò con voce roca.”Dyanah !”-ripetè. La fanciulla arretrò .”No ! Avete sbagliato ; un tempo vi credevo dolce, e buono, e cortese ; eravate il mio migliore amico. Abbiamo trascorso insieme giorni bellissimi…”. Fu interrotta dalle parole di lui che diceva : “Ma non siete mai stata veramente mia…”.”E non lo sarò mai , ma non capite, io non vi amo , mi avete deluso , vi siete preso giuoco di me nell’intento di possedermi , mi avete completamente tradita !”. Il giovane scosse il capo desolatamente .”Io ? Ma se vi amo più di ogni altra cosa al mondo !”. ”Troppo tardi , conosco bene in che modo credete nell’amore , si , io vi ho amato un tempo ; e ancora oggi vi voglio bene , siamo cresciuti insieme, ma voi avete ucciso il mio amore”. ”E come di grazia? Come ? Perché dite così ?”.

Dyanah indietreggiò allontanandosi da lui gridando : “E’ finita Lianus , tornate da lei , tornate dalla donna che ha rubato il vostro cuore in quel giorno d’inverno . Io so e non vi credo più , ormai fra noi aleggia soltanto il ricordo dell’amore di un tempo. E osate ancora derubarmi di un bacio ! Vi dirò una cosa : io amo un uomo meraviglioso, e prego il cielo che anche lui ami me. Ora lasciatemi , la collera mi passerà , ma vi basti il mio affetto”.

 

Francis non aveva potuto assistere a quel colloquio. Si era precipitosamente allontanato da loro , convinto di aver visto abbastanza per capire che Dyanah apparteneva a quel Lianus. Nemmeno aveva potuto udire ciò che i due si erano detti dopo, perché la sua mente si era svuotata di colpo e il Pensiero di Luce si era allontanato da lui . Se ne stava tutto solo in un canto a riflettere commiserandosi perché la sorte, ancora una volta , aveva voluto prendersi beffa di lui . Almeno , questo era ciò che lui pensava , quando una giovane dall’aspetto familiare lo raggiunse e , con un sorriso , gli si avvicinò . Era Russula . ”Siete voi il Marchese del Castelluccio?”-domandò. Francis si riscosse e la guardò in silenzio .”Signore , siete voi ?”-incalzò la giovane donna.”Sono io, che cosa desiderate ?”-disse infine scuotendosi dal suo torpore l’interpellato.”Soltanto darvi questo”-rispose Russula porgendogli un foglietto vergato da una mano veloce in caratteri molto piccoli ma nel contempo eleganti e ben disegnati. Francis prese il foglio che gli veniva offerto e lesse :”Vi aspetto nel chiosco piccolo, dietro la fontana dei Fauni , nel giardino reale, venite , vi prego, Dyanah”. Francis fu preso da una agitazione incontenibile. Che voleva la fanciulla da lui ? Non era forse innamorata del bel Lianus ? Altrimenti  perché lui avrebbe osato baciarla ? Dubbi atroci lo tormentavano e più volte fu tentato di strappare quel foglietto, poi , con fare deciso , si diresse a gran passi verso i Giardini.

Dyanah lo attendeva all’ombra di un Laurus Cerasus le cui foglie di un bel verde chiaro ben si acconciavano col verde dei suoi occhi grandissimi ed espressivi . Francis la vide venirgli incontro ; era sola, provò un moto di contentezza . Ma come faceva lei a sapere che lui era a Palazzo? L’aveva forse visto a colloquio col Principe poco prima ?

Quasi volesse confermare quei pensieri Dyanah si fermò ad un passo da lui , sorridente , ed esclamò : “Vi ho visto, poco fa , nella sala del trono, parlare col Principe ; sono felice di potervi finalmente conoscere mio signore”.

Stava per inchinarsi a quell’uomo più anziano di lei , dagli occhi verdi come i suoi , lo sguardo buono ma nel contempo terribile, ma lui glielo impedì .”Ma che fate mia signora ? Ditemi , in cosa posso servirvi ?”. Il cuore gli scoppiava in petto, tanta era l’emozione per quell’incontro . Si avvide che anche la fanciulla teneva una mano sul cuore. Il petto di lei si sollevava come un’onda marina , dolcemente ma incessantemente , e lui comprese che anche lei era in preda a un’emozione molto forte . Francis voleva capire ; ora il suo cuore si era aperto alla speranza , ma lei continuava a guardarlo in silenzio, gli occhi fissi negli occhi dell’uomo che aveva davanti .”Su parlate , vi prego , perché mi avete fatto chiamare ?”. Poi quasi preso da uno slancio subitaneo aggiunse : “Anche io sono felice di vedervi , non sapete quanto !”. Dyanah sorrise  e trovò il coraggio per sussurrare : “Vi ho visto nel Cristallo ; siete un Sapiente...”. Francis la interruppe : “Volete dire che anche voi possedete una Sfera di Luce?”. Dyanah annuì . Il Mago sorrise , un sorriso largo, liberatorio. Ora sapeva , poteva leggere nei pensieri della giovane come in un libro aperto .Tese le mani verso di lei e Dyanah gli porse le sue, tremante come una foglia , desiderosa di trasferirgli quel sentimento che aveva sentito nascere in se fin dal primo momento che lo aveva visto nel cristallo. Strinsero le loro dita scambievolmente per un breve attimo , guardandosi in silenzio e sorridendo, poi lui l’attirò a se appoggiando la testa di lei , delicatamente ,s ulla sua spalla , e le sussurrò all’orecchio : “Voi siete la luce che ha scacciato le tenebre , nel vostro viso ho veduto la bellezza di Afrodite , nata dalle acque di Cipro , la sapienza di Atena , scaturita dalla testa di Zeus, la forza di Dyana cacciatrice . Siete bella come Calipso , la ninfa amata da Odysseo, ma nei vostri occhi vi è la serietà e la dolcezza di Penelopya e il desiderio d’amore di Gynewra regina di Camelot , moglie di Artù che fu mio Re”. Dyanah si scostò per guardarlo in viso.”Ma Artù è morto da tanto tempo , mio signore , come avreste potuto essere al suo servizio ?”. Francis si fece serio in viso e le parole di Artù gli risuonarono nella mente.”Io lo so , Merlino, che tu ritornerai e quel giorno la terra tornerà a fiorire. Coloro che hanno avvelenato le sue carni berranno dal calice amaro l’Assenzio di cui essi stessi l’hanno imbevuta. L’Angelo ha versato la sua coppa nell’aria e il cielo è diventato nero come un sacco di Cilicia , la luna non ha dato più la sua luce, e tutte le stelle si sono staccate dal cielo e sono cadute. In quel giorno , verrai preso come anello con sigillo e mi servirai ancora . I pastori grideranno , ma inutilmente , allora”. ”Che cosa avete mio signore?”-domandò ancora Dyanah nel vederlo così assorto e distaccato. Francis si scosse e con un ampio sorriso rispose : “Il tempo è come il mare ; tornano le sue onde a bagnare la riva nel movimento eterno delle maree guidate dalla Luna , e l’astro d’argento illumina il cammino nella notte agli uomini di buona volontà che scrutano negli Astri eterni . Sono andato e sono tornato , Egli da e toglie e giudica . Le sue vie sono imperscrutabili e oscure , ma insieme luminose per chi sa comprendere”.

“Ecco , io non comprendo mio signore”-disse la fanciulla. ”Comprenderete mia dolce amica , comprenderete , viene rivelato agli umili ciò che è nascosto ai sapienti ; vi basti sapere che il mio cuore batte già per voi soltanto . Io so bene che ciò che è legato a sua volta può venire sciolto , ma spiegatemi , vi prego , dov’è il vostro accompagnatore ?”.”E’ soltanto un buon amico mio signore”.

Francis sorrise , una ruga increspò la sua fronte alta e spaziosa , poi disse piano : “Vi ha baciata , l’ho visto ; insistete nel dire che è solo un amico , come farò a credervi ?”.

La fanciulla gli afferrò nuovamente le mani. ”Dovete , egli mi ha sfiorata soltanto , ma con l’inganno , e io l’ho allontanato”. Il Mago la guardò fisso negli occhi , lesse nello sguardo di lei soltanto un sentimento vero che stava nascendo e capì che quel sentimento era rivolto a lui ; capì che ella lo amava e si sentì felice come mai era stato. ”Allora ditelo e sarò vostro per sempre !”-sussurrò. ”Io vi amo”-rispose lei . La sua voce tremava , il suo petto si abbassava e si sollevava ancora ritmicamente , e Francis capì che non mentiva . Non riusciva a capacitarsi , non gli sembrava possibile eppure era così .Un arcano volere li stava portando l’uno verso l’altra . Lei lesse nei suoi pensieri , chiuse gli occhi e dischiuse le labbra che lui sigillò con un bacio dolcissimo.

 

A pochi passi da loro un anziano cavaliere interruppe il loro idillio con un leggero colpo di tosse ; il Mago si voltò , lo squadrò da capo a piedi , mentre Dyanah si allontanava di qualche passo , turbata ancora per quel lungo bacio ricevuto  e meravigliata dall’arrivo di quell’intruso.”Che cosa volete?”-chiese Francis infastidito . L’uomo si avvicinò , teneva nella mano un libro molto antico, e indossava un vestito quasi sdrucito dall’uso . Poiché non rispondeva Francis chiese ancora : “Chi siete allora ? Volete dirci che ci fate qui?”. Accompagnò quelle parole con un sorriso . L’uomo prese coraggio :”Devo parlarvi signore , se siete voi Francis Lorenim , signore di Greenlandia”.

“Diteci almeno chi siete”-incalzò il Mago-“e da dove venite”. L’altro annuì ,”Vengo da Roma signore e mi chiamo..”. La sua voce si incrinò .”Avanti , vi chiamate ?”-insistette il Mago. ”Mi chiamo Livius signore ,  Livius Troianus”-rispose quello con un fil di voce . Francis impallidì e subito risuonarono nella sua mente le parole pronunciate tanto tempo prima dal suo Maestro Alkemius di Costantinopoli : ”La Sacra Porta è stata violata , la via che conduce ai Dieci Sentieri della Conoscenza è aperta ; ora l’Inconoscibile è svelato per te. Accedi ai Dieci Presagi”. Francis guardava quell’uomo in silenzio, chiedendosi chi avesse veramente davanti e se l’anagramma che subito aveva elaborato al pronunciamento di quel nome fosse foriero di una verità rivelata . Ricordò che da tempo aveva compreso le parole sacre : “Ecco il Germoglio davidico , la Radice di Iesse ; metterà foglie e darà frutto di sopra e metterà radici di sotto ; sarà Re e a lui saranno sottomessi i popoli . I Re a Lui si inchineranno”.

Il Mago era sconvolto , sapeva che quelle parole non potevano riferirsi in nessun modo all’uomo che aveva di fronte , però qualcosa gli diceva che portava una verità utile a scoprire cosa si celasse dietro i Sacri Presagi . All’improvviso comprese : il libro che quello teneva in mano emanava una luce magica che solo un sapiente poteva vedere e dall’aura del libro era scaturita la citazione che lui aveva evocato . In silenzio prese il libro dalle mani dell’anziano ; i loro occhi si incontrarono ; l’altro lasciò fare , un sorriso appena accennato sul volto stanco . Dyanah , poco lontano , assisteva alla scena incuriosita .

(continua) 

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