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"SORRISI DI UNA NOTTE DI PRIMAVERA"
Easylandia Publishing ( Dilco Service Division)
Romanzo di Corrado Francesco Di Lorenzo
Copyright 4 Aprile 2002-Tutti i Diritti sono riservati in tutto il mondo.
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PARTE PRIMA |
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C’era una volta un Mago
buono che si era ritirato dal mondo perché disgustato dalla cattiveria degli uomini ma soprattutto dal loro egoismo e dalla
loro poca intelligenza nella vita di ogni giorno . Era un Mago un pò rubicondo, che sapeva essere a volte serio e a volte
sorridente, portava fortuna a tutti coloro che gli stavano vicino e dava loro soltanto tutto il bene possibile. Così se ne
stava tutto solo nel suo palazzo, nel suo grande studio quadrato , a consultare antichi manoscritti e decifrare scritture
vecchie di secoli . Non era un incantatore ma conosceva l’arte dell’Alchimia Letteraria e aveva letto e mandato
a memoria il ‘Libro della Sapienza Antica’. Oramai ben poco era celato ai suoi occhi indagatori e molte erano
le domande cui aveva dato risposta consultando i tomi che si accatastavano in bell’ordine nelle sue librerie sempre
pulite e ben curate . Il Mago era un tempo un Grande Comunicatore delle Paludi di Enotria , una terra a forma di stivale,
circondata dal mare e baciata dal sole quasi tutto l’anno , ma ormai da tempo si era rifugiato nel suo castello nelle
campagne di Greenlandia , in cima ad un colle che gli abitanti del luogo chiamavano la ‘Montagna Incantata’.
Il colle si specchiava in un grande lago azzurro sulle cui rive un tempo si era combattuta una feroce battaglia e nelle notti
di tempesta si poteva ancora udire il grido dei guerrieri che vi avevano partecipato . Enotri
contro armati venuti d’oltremare, chiamati Cartaginesi , dalle terre dove gli uomini hanno il volto bruciato
dal sole e la sabbia ricopre ogni lembo di terra . I vecchi davanti al focolare , nelle lunghe sere d’inverno , raccontavano
ancora di un grande condottiero che guidava quegli armati . Il suo nome era Annibale e il Mago era convinto che il suo destino
, in qualche modo , così come le sue arti magiche , provenissero da quel grande. Gli Enotri vi avevano opposto il loro condottiero
, Caio Flaminio , Console romano , ma inutilmente. Annibale aveva sconfitto gli eserciti di Enotria e sul lago molte erano
le vestigia e i toponimi che ancora ricordavano quell’evento. I nativi
avevano trovato molte tracce del passaggio del grande Principe Cartaginese e dei suoi cavalieri Numidi , nonché di guerrieri
Mauritani avvezzi all’uso di animali giganteschi con enormi proboscidi che barrivano terribilmente mentre andavano all’attacco.Gli
Enotri e i comandanti romani che li guidavano erano rimasti terrorizzati da quegli
animali . I Mauritani li chiamavano ‘elefanti’, e avevano lunghe zanne d’avorio e orecchie gigantesche.
Sembravano proprio usciti da un bestiario primordiale. Il Mago era contento di abitare quella terra ma sentiva che aveva bisogno
di ampliare il proprio orizzonte : magari trovare una fanciulla su cui riversare la grande quantità di amore che portava nel
suo cuore. Così un giorno prese il coraggio a due mani e, portatosi nella parte più nascosta del suo studio , scoprì dal telo
che la ricopriva una grande Sfera di Cristallo che mandava lampi di luce . La Sfera che gli aveva consentito di conoscere
la fanciulla che lui aveva amato un tempo. Una luminosa sfera magica costruita da mani sapienti appositamente per lui . L’aveva
nascosta là in un giorno di tristezza , deluso da avvenimenti poco piacevoli , dicendo a se stesso che nel suo castello
sul lago mancava qualcosa . Una donna da amare e che gli facesse provare di nuovo piaceri che un tempo egli conosceva bene
, quando molte erano le donne che gli si concedevano con gioia . Ricordava le lunghe notti trascorse fra le loro
braccia e i baci d’amore che gli avevano dato . Era stato sul punto di condurne una all'altare
ma presto aveva compreso che non era proprio la donna per lui ; così la loro storia d'amore era finita ;
e ora , nelle terre di Greenlandia , sentiva il desiderio di avere una compagna che si prendesse cura di lui ,
che lo amasse come lei un tempo lo aveva amato . Avrebbe anche trascurato i suoi studi, le sue formule magiche , purchè potesse finalmente tornare a sentire
il proprio cuore battere veloce . Amore lo chiamavano i contradaioli di Greenlandia , là intorno al Castello sul Lago ; Amore
, e lui lo voleva di nuovo , voleva sentire su di se lo sguardo dolce di una fanciulla , assaporarne il profumo , gustare
il suono melodioso della voce. Raggio di Luna , come la chiamava lui , ma il
cui vero nome era Eloise , era bella e aveva la voce di un usignolo ; dolce, remissiva , e bella come solo le donne di Enotria
sapevano essere. Ma era cambiata , la vita l'aveva portata ad una routine ripetitiva e scontata ; e questo al Mago non
andava . Aveva smesso di cercarla e lei mai lo aveva cercato , quindi disse a se stesso che era ora di concedersi un pò di
libertà e di gioia ; fosse quel che fosse , era stanco di quella vita . Per un attimo sostò pensoso davanti alla Sfera : "E'
tempo di rompere gli indugi o diventerò vecchio e mesto" . Una voce da dentro lo tormentava ; apparteneva ad una famiglia
molto antica nella quale princìpi e tradizioni contavano molto quindi sapeva che non gli sarebbe stato facile infrangerli
, ma era stanco e deluso e si gettò ogni pensiero dietro le spalle : aveva bisogno di sentire forte dentro di sè il sangue
scorrere nuovamente animato da una nuova passione . Se lo ripeteva da tanto tempo e non era più in grado di opporsi
a quell'istinto che sempre aveva seguito e che mai lo aveva ingannato .
Il Mago scrutò nella sfera e pronunciò
le arcane parole magiche che ne evocavano il potere : “RDASE, RDASE SISIMCE ,LIRSSELE EM NISASA CAMME TEREIMA LEFEBE”;
che volevano dire , nell’antico linguaggio Yurk : SFERA , SFERA ROTONDA , MOSTRAMI IL POTERE DELLA VISIONE MAGICA !
Aveva evocato il “Codex Dantis” che lui aveva appreso dall’Alighieri in persona , grande poeta fiorentino
fuggito da Florentia perché ‘Nemo propheta in patria est’. Dopo che ebbe pronunciato quelle parole la Sfera di
Cristallo si illuminò ancora di più e da essa sortì un suono melodioso , come di mille arpe birmane che suonassero all’unisono
. Il Mago avvicinò a se uno scanno di bronzo , accese una mistura di incenso e oli essenziali e subito una piccola fiamma
bluastra si levò nell’aria ad illuminare sempre più l’ampio studio quadrato . Il Mago aspirò l’aria quasi
volesse inebriarsi del fumo che saliva dal tripode eneo su cui la fiamma ardeva
ora disegnando contorni tremolanti tuttintorno . Chiuse gli occhi e recitò a mente fra se e se le parole dell’altro
suo grande maestro , il profeta di Salon : Michel de Nostredame , famoso col nome di Nostradamus. Le parole della prima Quartina
della prima Centuria impegnarono per un breve attimo la sua mente ; doveva fare tutto come Lui , il maestro, faceva un tempo
. Sussurrò a bassa voce in Francese antico , recitandola : “Estant assis dans huit secret estudes/Seul repousè sur la
selle d’erain/Flambe exigue sortant de solitude/De l'onde il moulle et le limb et le pied .”. Ecco , ora era tutto
pronto , la Sfera di Cristallo brillava , non mancava più nulla per il rito magico che stava per evocare . Appoggiò le mani
sulla Sfera ; in un agolo della stanza , per un breve attimo , un’ombra minuscola attraversò il suo sguardo . ”Eppure
qui non ci sono topolini”, pensò . Scosse la testa incredulo , quasi volesse scacciare dalla mente un pensiero improvviso
. ”Mouse”-sussurrò andando con la memoria al tempo in cui aveva attraversato il mare per recarsi nella terra degli
antichi guerrieri rossi che popolavano le verdi praterie del continente cui Amerigo il Navigatore aveva dato il nome ; poi
accarezzò la Sfera a lungo e sorrise mentre uno ad uno milioni di fotoni davano forma e colore alle visioni all’interno
del Cristallo . Fu così che la vide : una fanciulla bionda , bellissima , i lunghi capelli al vento , gli occhi di giada ,
la bocca ben disegnata e le gote arrossate dal sole. Se ne stava su quella che sembrava essere una lunga scogliera che sovrastava
un golfo marino e il mare era molto grande e si estendeva a perdita d’occhio.”Voglio sapere che località è”,
sussurrò. La Sfera sembrò animarsi e una frase comparve al suo interno . Lesse : “Enotria bella , dal mare circondata , fino a te ha portata la tua fanciulla amata . Dyanah è il suo nome , di
tutte la più bella , se tu la vuoi per te , ti do lieta novella : ella ti amerà ma non vuole divieti, tu la potrai condurre
dal ‘Golfo dei Poeti’ ”. Il Golfo dei Poeti , il Mago ne aveva sentito parlare . Si trovava nella
terra dei Liguri , abitatori della Riviera , là dove l’Appennino quasi si congiunge alle Alpi , vicino alle montagne
bianche dell’Apuania che fornirono, ad un altro grande , marmo per le sue opere : l’affrescatore della Sistina
vaticana , chiamato Michelangelo Buonarroti da Caprese . ”Dyanah”-mormorò il Mago .”Dyanah”-ripetè
. Amava quel nome fin dalla sua adolescenza , lo aveva una fanciulla molto bella , che lui aveva conosciuto e alla quale aveva
un tempo dedicato un sonetto . Scrutò nella Sfera , guardò attentamente . La fanciulla si era seduta e guardava il mare ,
lo sguardo perduto in lontananza ; sembrava veramente una dea , tanto era bella . I lineamenti dolcissimi le conferivano un
aspetto aristocratico , ma il suo volto era triste . Il Mago socchiuse gli occhi . Poi portò la mano destra alla radice del
naso , massaggiò piano col pollice e l’indice , come era solito fare per concentrarsi . Quel gesto lo rilassava e nel
contempo lo aiutava a scorgere nelle nebbie della mente ciò che lui voleva sapere . Decise di pronunciare la Formula Magica
che evocava le Forze Buone degli Strati Superiori del Cielo di Mezzanotte . Disse piano : “ANGELI DEL PENSIERO NOTTURNO
,VOI CHE CONOSCETE LE VIE DELL’AMORE INFINITO, RISPONDETE AL RICHIAMO DI UN UOMO”. Poi aggiunse : “GRANDE
E’ LA PORTA CHE CONDUCE AL DESIDERIO MALVAGIO , EVOCO LA PORTA STRETTA CHE RISUONA DEI PASSI DELL’ETERNO”.
Nella Sfera qualcosa si disegnò all’interno del Cristallo , la fiamma sul tripode eneo brillò fulgida nell’aere
. Il Mago soffermò lo sguardo sulla visione e vide appena abbozzata nel silicio brillante una porta di Rame che brillava come
oro, tanto il Rame era lucido e levigato . La Fanciulla andò verso la porta sul cui stipite era scritto :”Spalancherò
le porte di rame, nessuno che eserciti fede rimarrà fuori”. Dyanah aprì ed entrò in una grande stanza quadrata .”Ma
quello .... quello è il mio studio”-esclamò il Mago . La fanciulla sorrise. Ora sembrava proprio che stesse guardando
verso di lui . Dio come era bella ! Una voce risuonò nell’aria : “Invochi Dio ? Non sai che soltanto io posso
donarti ciò che desideri ?”.Il Mago si fece scuro in volto .”Vattene!”-ordinò . La voce disse ancora :”Avrai
bisogno di me”.”Vattene !”-ripetè il Mago-“Io non sono uno stregone come i tanti che si prostrano
a te per servirti . A me non interessa il tuo potere malvagio. Io servo soltanto l’Agnello che fu scannato e rivisse”.
La voce tacque e il Mago tornò alla sua Sfera . Sapeva di chi era quella voce ; ricordava le mille e mille volte in
cui lui aveva combattuto col Dragone . Ne era uscito sempre vincitore , perché I Guerrieri della Luce non possono soccombere
alle Tenebre . E lui era un Figlio della Luce , lo aveva sempre saputo. Da tanto tempo attendeva il ritorno del Grande Maestro
di Giustizia , il Figlio di Davide , Salomone redivivo , che avrebbe riportato la Parola così come lui l’aveva conosciuta
nelle Grotte di Qumran Kirbeth , là sul Mar Morto , nella Terra del Signore dei Giusti , gli Zaddikim , i figli di Sadoc ,
sacerdote dell’unico vero Dio : YHWH ! “Sarai sacerdote alla maniera di Melchisedec”, era la profezia e
lui l’attendeva . Ma ora doveva pensare a come conquistare la fanciulla che la Sfera gli aveva mostrato.
Intanto, sul Golfo dei Poeti
, una fanciulla di nome Dyanah , dai lunghi capelli biondi e dallo sguardo d’oro smeraldino , stava scrutando , proprio
in quell’istante , in una piccola Sfera di Cristallo che gli era stata regalata da una Fata buona , nemmeno tanto tempo
prima . Dyanah aveva visto l’ombra del Mago nella sua Sfera e aveva intuito che lui era stato appena sottoposto alle
insidie del Grande Tentatore. Sorrise e disse fra se : “Quel Mago mi piace, porta nello sguardo la saggezza degli antichi
abitanti di Trinacria , lo riconoscerei fra mille. Chissà perché è venuto in Enotria e dimora ora nella terra degli antichi
abitanti di Etruria”.
(continua) |
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