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SORRISI DI UNA NOTTE DI PRIMAVERA 12

Romanzo di Corrado Di Lorenzo

(C) Copyright 2002-Easylandia s.a.s. - Perugia-Italia

 

 

Già Ippocrate , il grande medico greco , insegnava che se il corpo è aggredito da una febbre incessante e il suo calore aumenta , questa è cosa buona , preludio alla possibile guarigione , sintomo della battaglia tremenda fra le difese dell’organismo e l’intrusa infezione che arde dentro di esso . Così, più grande è la forza dell’uomo , più giovane  è il suo corpo , più forti sono le sue difese , e più alta sarà la temperatura delle sue carni , nella lotta strenua per ritornare alla primitiva salute . Francis Lorenim lottava con tutte le sue forze ; tutto testimoniava quella lotta : il respiro frequente , le guance arrossate , la fronte ampia imperlata di sudore . Si era addormentato e subito la sua mente fu aggredita da sogni terribili . Presenze oniriche terrificanti popolarono incubi pesanti . “Artù”-mormorò-“mio Re ; non  devi temere ciò che ancora non  conosci ; la radice affonda nel terreno e da esso trae il nutrimento . Da un semplice seme in riposo durante  il lungo gelo invernale , nutrito soltanto apparentemente di terra, scaturisce a primavera una piantina verde , le sue foglie sono zigrinate , il suo stelo è tenero ma il frutto che essa produce è rosso come  il sangue del guerriero che cola dalle ferite ricevute  in battaglia ,e il suo succo saporoso e dolce  è refrigerio per le labbra riarse dal sole nei giorni di calura , quando giugno incombe e la piantina di fragola reclina ormai il suo capo per addormentarsi davanti al solstizio d’estate . Dalla terra nera è uscito il frutto rosso , così come  il Padre Universale concepì l’uomo dall’argilla si che dall’inanimato è uscito l’animato …”.Nel sogno Artù lo ascoltava in silenzio , annuendo col cenno del capo , sul volto un cenno di curiosità ; perplesso era il Re e non  comprendeva. Un sogno può sembrare tanto vero da incutere emozioni e paure , sentimenti contrastanti , sensazioni mai provate nella realtà , ma può sembrare spesso più reale della vita stessa . “Mio Re , ascoltami : grande è il disegno divino , e grande  è la maestà della creazione .Mille e mille volte ho cercato , sempre pensando a quella frase :’bussate e vi sarà aperto’. Ecco , mio Re, guarda : questo è il frutto nel quale  è celato il Grande Spirito della Madre ; dalla nera mota è scaturito l’orgoglio della vita , all’interno del frutto è celata l’aperta distesa di Sophia , il luogo dove  i filosofi antichi , i Maestri che furono , argomentavano i loro geniali vaniloqui”. Nel sogno Francis vide una grande Ala nel cielo scuro del suo incubo , e sull’ala stava scritto : “MESEBE ESISE , CE BEBASIMA SILEMI , DISOL REBSI CITA ME REBSA REBIS ACCA TESE”. Il Mago si agitò nel sonno , cercò di sollevarsi a sedere ma una forza misteriosa lo respinse in basso .Scosse la testa più volte in uno sforzo spasmodico .Il sogno riprese ; ora si trovava in un prato verdissimo che circondava una grande porta apparentemente sorretta dal nulla , infissa nel terreno , bianchissima , di cui solo un’anta era aperta . All’apice potè leggere , in volgare ,  queste parole : “ Benedico Israele , Benedetto Israele , Israele per Te la Pace “.Francis si inginocchiò e una voce lo raggiunse , alta , squillante : “Non  potrò tenere a lungo sollevato il mio Braccio ; alla fine esso dovrà pur abbattersi sull’impuro , e allora sarà la fine . Se anche la Profezia tardasse , attendila con pazienza , poiché essa si avvererà ; qui sta l’anima stessa del vaticinio : esso prende origine dal Signore del Bene”. Arcodor si alzò e si avvicinò alla Porta , ne spalancò anche l’altra metà e si trovò di fronte una fonte di luce fortissima …..

 

( continua )

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