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SORRISI DI UNA NOTTE DI PRIMAVERA 12
Romanzo di Corrado Di Lorenzo
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Perugia-Italia
Già Ippocrate , il grande medico greco
, insegnava che se il corpo è aggredito da una febbre incessante e il suo calore aumenta , questa è cosa buona , preludio
alla possibile guarigione , sintomo della battaglia tremenda fra le difese dell’organismo e l’intrusa infezione
che arde dentro di esso . Così, più grande è la forza dell’uomo , più giovane
è il suo corpo , più forti sono le sue difese , e più alta sarà la temperatura delle sue carni , nella lotta strenua
per ritornare alla primitiva salute . Francis Lorenim lottava con tutte le sue forze ; tutto testimoniava quella lotta
: il respiro frequente , le guance arrossate , la fronte ampia imperlata di sudore . Si era addormentato e subito la sua mente
fu aggredita da sogni terribili . Presenze oniriche terrificanti popolarono incubi pesanti . “Artù”-mormorò-“mio
Re ; non devi temere ciò che ancora non
conosci ; la radice affonda nel terreno e da esso trae il nutrimento . Da un semplice seme in riposo durante il lungo gelo invernale , nutrito soltanto apparentemente di terra, scaturisce a primavera una piantina
verde , le sue foglie sono zigrinate , il suo stelo è tenero ma il frutto che essa produce è rosso come il sangue del guerriero che cola dalle ferite ricevute in
battaglia ,e il suo succo saporoso e dolce è refrigerio per le labbra riarse
dal sole nei giorni di calura , quando giugno incombe e la piantina di fragola reclina ormai il suo capo per addormentarsi
davanti al solstizio d’estate . Dalla terra nera è uscito il frutto rosso , così come
il Padre Universale concepì l’uomo dall’argilla si che dall’inanimato è uscito l’animato …”.Nel
sogno Artù lo ascoltava in silenzio , annuendo col cenno del capo , sul volto un cenno di curiosità ; perplesso era il Re
e non comprendeva. Un sogno può sembrare tanto vero da incutere emozioni e paure
, sentimenti contrastanti , sensazioni mai provate nella realtà , ma può sembrare spesso più reale della vita stessa . “Mio
Re , ascoltami : grande è il disegno divino , e grande è la maestà della creazione
.Mille e mille volte ho cercato , sempre pensando a quella frase :’bussate e vi sarà aperto’. Ecco , mio Re, guarda
: questo è il frutto nel quale è celato il Grande Spirito della Madre ; dalla
nera mota è scaturito l’orgoglio della vita , all’interno del frutto è celata l’aperta distesa di Sophia
, il luogo dove i filosofi antichi , i Maestri che furono , argomentavano i loro
geniali vaniloqui”. Nel sogno Francis vide una grande Ala nel cielo scuro del suo incubo , e sull’ala stava
scritto : “MESEBE ESISE , CE BEBASIMA SILEMI , DISOL REBSI CITA ME REBSA REBIS ACCA TESE”. Il Mago si agitò nel
sonno , cercò di sollevarsi a sedere ma una forza misteriosa lo respinse in basso .Scosse la testa più volte in uno sforzo
spasmodico .Il sogno riprese ; ora si trovava in un prato verdissimo che circondava una grande porta apparentemente sorretta
dal nulla , infissa nel terreno , bianchissima , di cui solo un’anta era aperta . All’apice potè leggere , in
volgare , queste parole : “ Benedico Israele , Benedetto Israele , Israele
per Te la Pace “.Francis si inginocchiò e una voce lo raggiunse , alta , squillante : “Non potrò tenere a lungo sollevato il mio Braccio ; alla fine esso dovrà pur abbattersi
sull’impuro , e allora sarà la fine . Se anche la Profezia
tardasse , attendila con pazienza , poiché essa si avvererà ; qui sta l’anima stessa del vaticinio : esso prende origine
dal Signore del Bene”. Arcodor si alzò e si avvicinò alla Porta , ne spalancò anche l’altra metà e si trovò di
fronte una fonte di luce fortissima …..
( continua )
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