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SORRISI DI UNA NOTTE DI PRIMAVERA 13

Romanzo di Corrado Di Lorenzo

(C) Copyright 2002 - Easylandia s.a.s. - Perugia - Italia

"Questa è la Porta dell'Inferno ; o del Paradiso forse" - mormorò Francis .
Nel sogno spinse lo sguardo all'interno cercando di vincere il bagliore vivido di quella luce che sembrava pervadere tutto lo spazio circostante . A poco a poco , man mano i suoi occhi si abituavano al chiarore , cominciò ad intravedere i contorni di ciò che aveva intorno e davanti ai suoi occhi . In un canto , seduto davanti ad una antica tavola su cui erano poggiati alcuni tomi , vide un uomo vestito alla foggia degli antichi saggi d'oriente ; una lunga barba bianca gli copriva il volto allungandosi sotto il mento fino a raggiungere il petto . Francis si avvicinò a lui e vide che stava scrutando una tavoletta di legno scuro dove era disegnata una mappa dell'intera terra . In alto portava questa scritta : "Orbis Terrarum".
Sul pavimento di legno i suoi passi rimbombarono e l'anziano si girò e gli sorrise . "Vieni avanti Francis , i segreti della Sfera di Luce ti sono già stati svelati e tu sai bene cosa si cela nei misteri di Alkemia ; vieni , siedi accanto a me". Francis , meravigliato nel sentirsi chiamare per nome , obbedì e sedette . Il vecchio tirò fuori da un tiretto della tavola una pergamena ; la stese davanti a sè e lesse : "...Je m'appelle la Victoire , qui m'honore aura la Gloire , qui me meprise aura la Ruine entiere " . Francis balzò in piedi e si piegò sulla tavola per scrutare attentamente la pergamena ; scorse con lo sguardo l'antico scritto e in fondo intravide una serie di numeri , una data : 1556 . Volse lo sguardo verso il vecchio che lo guardava in silenzio , un sorriso lieve disegnato sul volto severo , gli occhi luminosi fissi nei suoi , gli tese le mani e si alzò . Stettero un istante in silenzio scrutandosi a vicenda finchè una sola parola uscì dalle labbra di Francis : "Maestro !" . L'altro si portò l'indice della mano destra perpendicolarmente alle labbra in un inequivocabile invito al silenzio , poi sussurrò : "Seguimi" , e si avviò verso un ampio salone dal soffitto affrescato con immagini astrali , una sorta di 'Planetarium' , guidando poi il nuovo venuto verso un lungo telescopio puntato verso il cielo stellato ."Ecco , guarda"- disse soltanto - "Miriam è alta nel cielo e scintillante brilla nella notte la Madre essena , da lì siamo venuti e là torneremo". Francis fu colto da un capogiro , si avvicinò al Telescopio che l'altro gli indicava , posò l'occhio su di esso e una luce folgorante lo aggredì risvegliandolo di colpo . Il Conte Begnat era entrato nella stanza con una lucerna accesa nella mano e si era chinato sul ferito per scrutarne le condizioni . "Come state amico mio "- domandò vedendo che il Mago aveva aperto gli occhi . Francis scosse il capo lentamente , si guardò attorno e con voce rotta dall'emozione rispose : " La mente umana è imperscrutabile mistero , poco fa mi trovavo in Paradiso o all'Inferno e invece mi ritrovo qui ferito e febbricitante . "In Paradiso?" - esclamò ridendo l'amico-"Non è ancora tempo per voi di riposare in cotal piacevole luogo ; cosa avete sognato di grazia ?". Francis si alzò a sedere nonostante le proteste del conte e chiese un pò d'acqua . Bevve avidamente dopo di che rispose : "Credo di aver sognato uno dei Maestri che l'umanità a volte non onora adeguatamente ; gli uomini lo hanno scambiato per stregone , per falso profeta a volte o per ciarlatano , ma in realtà si trattava di un grande scienziato , un alchimista esperto di erboristeria , di medicina , di astronomia , che conosceva le scienze sacre ". Francis si interruppe per alcuni istanti poi riprese : "Molti sono gli uomini che devono la vita non certo alle sue arti magiche ma alla sua conoscenza delle erbe curative ; e nel contempo troppi sono gli uomini che  lo hanno scambiato per un falso profeta non sapendo che la sua profezia , come egli scrisse , discendeva unicamente da ispirazione divina". il conte ascoltava affascinato . "Di chi parlate amico mio ? " . Prima che Francis potesse rispondere la porta della stanza si aprì e anche la Contessa raggiunse i due uomini che erano all'interno . "Buon giorno "-esordì-"come state?"-domandò al ferito . "Mi sento meglio mia signora"-rispose Francis .
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A molti kilometri di distanza intanto Dyanah stava cercando disperatamente di liberarsi dalle corde che la stringevano ai polsi dietro lo schienale della sedia su cui era seduta , quando entrò Lianus con un sorriso ironico sulle labbra che subito si trasformò in una brutta smorfia quando si avvide del tentativo della fanciulla. "E' fatica sprecata mia cara , le corde sono ben strette e il vostro tentativo è fallito. Perchè vi ostinate nel vostro atteggiamento , cedete e sarete liberata".Dyanah gli rivolse uno sguardo carico d'odio , e si chiuse  in un ostinato mutismo .
 
( Continua )
 
 

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