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La Val
di Chiana si presenta come un solco vallivo lungo circa 100 km ed esteso per circa 1832 km². La valle si protende da nord verso sud tra la conca di Arezzo e la piana di Orvieto e ricomprende l'intero bacino idrografico
del Canale Maestro della Chiana, il principale corso d'acqua, che nasce dal
Lago di Chiusi. A est è delimitata dalla fascia dei Preappennini, dove sorgono i rilievi montuosi più
alti della zona: l'Alta Sant'Egidio (1057 m), il monte Lignano (837 m) e il monte Corneta (744 m). Ad ovest invece giunge fino alla Val d'Orcia. Il paesaggio è prevalentemente collinare,
con una lunga fascia pianeggiante in prossimità del Canale Maestro. L'altitudine media è di circa 405 m s.l.m.. Services & Tourism , Accomodation
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L'Accademia Etrusca di Cortona: trae
origine dal precedente sodalizio degli “Occulti”, sorto a Cortona il 29 dicembre 1726, composto da Ridolfino Venuti, Bartolomeo Buoni, Niccolò Marcello
Venuti, Cristoforo Capulli, Francesco Cattani, Piero Antonio Laparelli, Giorgio Baldelli, e Niccolò Vagnucci. L’anno successivo, l’istituzione crebbe in consistenza
per la cessione della biblioteca personale e di un interessante museo da parte di un erudito cortonese da tempo abitante a
Roma, Onofrio Baldelli. Nell’occasione, gli “Occulti” cambiarono il loro nome in Accademia di Scienze et Erudizioni, per trasformarsi ancora, successivamente, in Accademia Etrusca delle Antichità ed Iscrizioni. Si
trattava di una denominazione forse
non felice, visto che i soci sentirono il bisogno di specificare che non si occupavano di sola etruscologia.L’attività era infatti volta alla ricerca erudita, specificamente
toscana. Elementi portanti della prima fase
della vita dell’Accademia, furono i fratelli Ridolfino, Filippo e Marcello Venuti. Alla loro scomparsa, l’attività dell’istituzione subì un forte rallentamento.
La ripresa avvenne a fine Ottocento, con l’assunzione della carica di bibliotecario,
dapprima, e di Lucumone (la più alta carica dell’Accademia) poi, di Girolamo Mancini. Nel
Novecento, importanti accademici sono stati il critico e storico della letteratura Pietro Pancrazi, e lo storico Ugo Procacci. (Courtesy Wikipedia)
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