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Chianciano Terme è un comune italiano di 7.483 abitanti della provincia di Siena in Toscana. E' una delle località termali più
famose d'Italia. Particolarmente fortunata la posizione, a cavallo tra la
Val d'Orcia con le sue crete (dal 2004 patrimonio dell'umanità dell'UNESCO ) e la fertile Valdichiana, tra le colline dei vini di Montepulciano e le bellezze rinascimentali di Pienza: luogo di cura e di relax ma anche punto di partenza per
scoprire le bellezze della Toscana e della vicinissima Umbria, ed ai margini del Parco Acquasanta, dove si trovano le celebri
"Terme del cuore santo". Villa La Foce Villa Simoneschi Fontana/scultura di Giò Pomodoro Sala dell'architetto Pier Luigi Nervi nel Parco Acquasanta. Architetture religiose: Chiesa dell'Immacolata Collegiata di San Giovanni Battista Chiesa della Madonna della Rosa . Aree naturali: Parco Acquasanta - Terme Parco Fucoli - Terme Parco
Terme di Sant'Elena Terme sensoriali Terme di Sillene. Il Museo Civico Archeologico
delle Acque: Gran parte dei materiali rinvenuti a partire dalla
metà degli anni '80 nel territorio sono conservati nel Museo Civico Archeologico delle Acque, situato nell'ex granaio
di villa Simoneschi, all'inizio del paese. Inaugurato nel 1997 questo Museo è cresciuto negli ultimi anni grazie alle costanti
campagne di scavi. Nell'esposizione del museo emerge una galleria dedicata ai canopi rinvenuti nella necropoli di Tolle e
una parte della decorazione del frontone del Tempio Etrusco dei Fucoli. Nel mese di marzo del 2009, nei locali accanto al
museo, è stato aperto un centro di restauro di carattere provinciale. Il
Museo d'Arte di Chianciano Terme: Il Museo d’Arte di Chianciano Terme, di proprietà privata, ospita
una serie di collezioni che spaziano dall’Arte Asiatica all’Arte Contemporanea. Sono esposti lavori di artisti
come Tom Nash, Frances Turner, Brian Willsher e Albert Louden, disegni dal Tiepolo e il Guercino a Renato Guttuso, René
Magritte e Munch, lavori storici provenienti da collezioni reali, acqueforti ed incisioni eseguite da grandi maestri come
Durer e Rembrant. Il museo si sviluppa su una superficie di 3000 metri quadrati e offre al visitatore la possibilità
di avere una esperienza unica, quella di ammirare lavori di 5000 anni addietro, per poi ritornare al presente o affacciarsi
a ciò che ci darà il futuro.
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Chiusi è un comune
di 8.826 abitanti della provincia di Siena. Storia:
Le prime testimonianze archeologici consistenti fanno risalire il primo insediamento nella zona all'Età del Ferro, con ricchi corredi funerari a partire dall'VIII secolo a.C.
La città eutrusca di Clevsi, diventata poi la latina Clusium, aveva un'importnza fondamentale, poiché
collocata sull'arteria che collegava Roma all'Etruria settentrionale, seguendo il Tevere. Le prime testimonianze scritte di Chiusi risalgono al periodo
ellenico, quando, in un documento di Polibio, compare il nome della città di Chiusi in relazione
alle invasioni dei celti. Seguono poi i racconti su personaggi come Arunte e re Porsenna. Servio descrive Chiusi come una delle più antiche città
etrusche, fondata da Cluso, figlio di Tirreno. Gli autori antichi la ricordano comunque come città
antica e potente e ne lodano la fertilità del suolo. L'abitato etrusco si sviluppava sui tre colli sui quali sorse
poi la città medievale e moderna. Nel VII secolo a.C. venne introdotto il rito dell'inumazione e si diffusero le tombe a camera con pilastro. Chiusi divenne
una delle città della dodecapoli etrusca nel VI secolo a.C. A questo periodo risalgono i primi contatti
certi con la neonata Roma, quando un'alleanza di Chiusi con Arezzo, Volterra, Vetulonia e Roselle (l'attuale Grosseto) venne in aiuto ai Latini per sconfiggere Tarquinio Prisco. Tra le tombe a camera del periodo spicca ancora oggi quella di Poggio Gaiella, forse usata per il potente re lucumone Porsenna, che mise Roma sotto assedio nel 506 a.C. Risale a questo periodo il massimo splendore della città,
con la nascita di un ceto medio-alto, i cui membri venivano sepolti in tombe articolate, scavate nell'arenaria. Chiusi divenne inoltre un grande centro di importazione
dall'Attica, che fungeva da luogo di smistamento per tutta l'Etruria
interna. Accanto ai prodotti greci si sviluppò inoltre una consistente produzione locale, dove spicca quella del bucchero. Il V seciolo a.C. è testimoniato dalla produzione
scultorea in pietra fetida, estratta in loco, mentre si dovette aspettare la fine del
IV e l'inizio del III secolo a.C. per vedere la nascita della fabbricazione dei tipici sarcofagi e urne, soprattutto in alabastro e marmo alabastrino. Nel II secolo si affinacò anche la produzione di
urne cinerarie in terracotta. La Clusium romana acquistò un aspetto più provinciale, lontano dagli splendori dell'epoca etrusca, ma comunque caratterizzata
da una certa prosperità, garzie alla collocazione sulla Via Cassia. Attraverso questa strada si ebbe anche una precoce penetrazione
del Cristianesimo.Durante l'alto medioevo il territorio chiusino subì un progressivo impaludamento, che portò a un progressivo spopolamento della zona.
(Courtesy
Wikipedia)
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