
PATTO
ETICO: L’Italia dei Valori
sottopone alle forze politiche tutte, ai cittadini
e alle forze sociali una proposta di Patto Etico di partecipazione e responsabilità da sottoscrivere da parte di elettori,
candidati, forze politiche e sociali.Candidati a cariche elettive e a tutte le pubbliche funzioni Il fondamento
costituzionale di tale proposta è l’Art. 54, II comma della Costituzione, che così dispone: “I cittadini
cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi
stabiliti dalla legge”. Il presente patto etico costituisce esplicitazione
dei termini “disciplina e onore”. Chi riveste funzioni pubbliche deve considerare la trasparenza come criterio della propria azione e deve essere disponibile a fornire autorizzazione
alla diffusione di notizie riguardanti ogni propria attività, rinunciando espressamente di trincerarsi dietro la privacy per impedire la piena conoscenza di suoi comportamenti
aventi attinenza e refluenza rispetto alle funzioni pubbliche esercitate.I candidati si impegnano a presentare
certificato penale di carichi pendenti o di cancellazione
o di riabilitazione al fine di impedire che possano essere candidati coloro che sono stati condannati con sentenza, anche
non definitiva, per reati gravi quali quelli di mafia, concussione o corruzione, o per altri illeciti penali contro la
persona, lo Stato o la pubblica amministrazione ovvero commessi
con abuso di funzioni pubbliche.I candidati si impegnano a gestire con trasparenza ed accortezza il denaro pubblico; a rendere conto delle
spese elettorali, anche nelle ipotesi non
espressamente previste dalla vigente normativa; a rendere pubblica dichiarazione di parenti o affini entro il 4° grado
aventi rapporti di lavoro dipendente o incarichi
di qualunque altra natura presso l’ente locale nel quale si intendono candidare o presso enti a partecipazione, anche di minoranza, dello stesso ente locale.Chi svolge una
funzione pubblica, con modalità elettiva o di nomina, ha l’obbligo di eliminare le situazioni che possono produrre
conflitto di interesse attraverso la descrizione della propria
situazione patrimoniale, delle attività che formano il proprio reddito e della propria famiglia, della partecipazione
eventuale a società aventi scopo di lucro o comunque
no profit che hanno rapporti contrattuali con la pubblica amministrazione.L’assunzione di una specifica responsabilità
in un esecutivo di una Amministrazione pubblica è incompatibile con situazioni che evidenziano o possano produrre un conflitto di interesse tra la specifica responsabilità
ricoperta ed il proprio interesse personale o familiare.Chi svolge funzioni di governo oppure partecipa ad
organi esecutivi di partito è incompatibile con incarichi esecutivi in imprese pubbliche, in società a partecipazione pubblica o no profit che hanno rapporti contrattuali
con la pubblica amministrazione.L’incompatibilità è da intendersi quando il contrasto tra le due funzioni insiste o si
riflette nell’ambito territoriale in
cui svolgono le funzioni di governo. Chi partecipa ad un esecutivo istituzionale è incompatibile con la partecipazione
all’esecutivo del proprio partito nello stesso ambito territoriale. L’impegno a mantenere costantemente uno stile
improntato alla sobrietà e all’onestà
sia nelle campagne elettorali che nell’esercizio della funzione pubblica, attraverso il rifiuto di logiche di scambio
e l’uso contenuto e rendicontato delle risorse elettorali. Impegno programmatico dei candidati Costruire con i cittadini un programma espresso con chiarezza sulla
base di alcune priorità rese note e condivise a partire dalla campagna elettorale. Impegnarsi ad aggiornare l’agenda
politica interpellando direttamente sui singoli temi i cittadini e i gruppi sociali che costituiscono la società civile.
Accettare sempre il confronto sulle proprie scelte affinché, rispettando il primato della coscienza personale, si esprimano
gli orientamenti ideali della o delle comunità che si rappresentano.Impegno partecipativo democratico dei candidati Predisporre modalità e strumenti affinché il
dialogo con i cittadini sia effettivo e costante: fissare almeno due incontri pubblici all’anno a livello di comune
o, nel caso di articolazione in circoscrizioni, a livello di circoscrizione. Semplificare il linguaggio della politica,
e adottare forme di comunicazione che facilitino sia l’acquisizione che la diffusione delle informazioni e il contributo
di conoscenze da parte di tutti i cittadini e gruppi sociali. Favorire la partecipazione dei cittadini
ai processi decisionali; promuovere e sostenere le diverse realtà associative che agiscono nel territorio -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Documento scritto dall’On. Giuseppe Ossorio Nella nuova, complessa stagione politica
che si annuncia è necessario che il nostro Partito si presenti con una sua “ CARTA dei VALORI” che delinei
una posizione chiara e precisa, capace, però, di aprirsi al confronto e alle alleanze. Non conosciamo con certezza
gli esiti dell’evoluzione della politica italiana, è bene, quindi, riflettere sui principii che fondano il nostro
partito, per individuare una sua precisa ragion d’essere nella nostra società ed una collocazione nel panorama
politico italiano ed europeo che renda indispensabile Italia dei Valori. E’ urgente che il nostro partito individui
i valori comuni alle tradizioni politiche che rappresenta, in un progetto di profondo rinnovamento della politica italiana.
BOZZA PER UNA “NUOVA
CARTA DEI VALORI” E’
necessario, dopo anni di lacerazione fra individualismo e statalismo, concepire una nuova etica pubblica, che tenga assieme
le ragioni dell’individuo e le ragioni della socialità nel solco della più autentica tradizione liberale,
del solidarismo cattolico e del socialismo riformista. Conseguente, in una sintesi difficile, ma non impossibile, la
“Carta dei Valori” si fonda su pochi punti, largamente condivisi ma, al tempo stesso, fortemente connotativi della
nostra identità. Ad iniziare da un valore fondamentale attorno al quale ruotano tutti gli altri: ll rispetto delle
prerogative dell’individuo inteso come individuo comunitario, libero cittadino, consapevole dei suoi diritti, dei suoi
doveri e della propria responsabilità. Lo sforzo che ci attende è quello di coniugare posizioni che sono sembrate,
soprattutto in Europa, per molti aspetti divaricanti e che invece, nell’esperienza italiana, possono trovare un momento
di sintesi. Il personalismo di tradizione cattolica e l’individualismo liberale si possono collocare, infatti, sullo
stesso terreno se del liberalismo non si ha una concezione puramente economicistica, ma si ha una visione metodologica. Se
si pensa, in altri termini, l’individuo come individuo sociale e relazionato, e si organizza la sua vita nell’ambito
delle comunità, dalla famiglia alla società. Se si pensa il liberalismo nel suo stretto legame con i principii
dell’equità e della solidarietà. Il liberalismo etico di Croce, il solidarismo cattolico rispettoso del
mercato, secondo la concezione che ne ebbe Luigi Sturzo, e la democrazia del lavoro sviluppata da Gramsci e Giorgio Amendola,
sono i punti di riferimento essenziali per un moderno partito della democrazia. Se siamo convinti di questa premessa
metodologica generale, ne consegue una concezione dello Stato fondato sulla divisione dei poteri e sui principii costituzionali
liberamente scelti dai cittadini, al servizio della comunità, e delle minoranze, garante dell’attuazione della
legge, teso a promuovere e proteggere una società libera e una vita dignitosa a tutti i suoi membri. Tale modello di
Stato non si deve confondere con lo statalismo pervasivo e invadente, perché definisce la funzione dello Stato nelle
sue regole generali, lasciando che la società civile, e la famiglia come nucleo costitutivo di essa, si sviluppino
liberamente in un sistema di diritti e di doveri. Uno Stato forte ma non pervasivo deve articolarsi secondo i criteri
di un governo decentrato secondo il principio della sussidiarietà, elemento fondamentale per conferire maggior potere
ai cittadini, maggiore capacità di partecipazione e decisione. Ciò è possibili solo in un quadro
di rafforzamento della qualità della democrazia mettendo in atto iniziative tese a promuovere il ruolo attivo e consapevole
dei cittadini nella vita pubblica, migliorare l’esercizio del controllo democratico e parlamentare sul potere esecutivo.
A tal fine è necessario rendere prassi ordinaria l’uso delle primarie e modificare la legge elettorale garantendo
e favorendo nuovi spazi di partecipazione responsabile. Una democrazia è tale solo se i cittadini sono sufficientemente
e costantemente informati. Per questo motivo, valori essenziali diventano il diritto all’istruzione sancito dalla nostra
Costituzione ma troppo spesso disatteso e il principio del pluralismo dei mezzi di informazione, in questi anni gravemente
leso dalla posizione dominante di alcuni gruppi di potere. Nessuna democrazia avanzata può sopravvivere in mancanza
di una larga e garantita informazione dei cittadini, protetta da indebite ingerenze del governo come di gruppi dominanti.
Sul piano del governo dell’economia, è necessario ripristinare il valore fondamentale dell’etica
politica, per riacquistare il primato della politica, che consentirà di fronteggiare e indirizzare la globalizzazione
dei mercati che tende oggi a creare precarizzazione e incertezza, nuove, grandissime ingiustizie fra Nord e Sud del mondo
e fra gruppi sociali all’interno di ogni singolo paese. ITALIA dei VALORI intende coniugare le ragioni del mercato con
la giustizia sociale secondo un modello neokeynesiano, coerente con il liberalismo etico di Croce, il solidarismo cattolico
di don Sturzo e il socialismo riformista di stampo europeo. Una concezione dell’economia come libera iniziativa protetta
dagli abusi dei monopoli privati e dall’eccessiva ingerenza dello Stato, deve contenere in sé il valore del benessere
collettivo e mirare a rimuovere le ineguaglianze sociali attraverso la distribuzione efficiente delle ricchezze, la promozione
dei nuovi diritti per rappresentare il multiforme mondo dei nuovi svantaggiati, ignorati, quasi invisibili al mondo della
politica, dell’economia e dell’informazione. Deve, altresì, tendere a realizzare una radicale ed efficace
politica di liberalizzazione e di sburocratizzazione del paese, che assicuri una concreta pluralità del mercato ed
una reale difesa dei consumatori. Con
l’ELDR per un’Europa più libera e più giusta Questi valori fondamentali potranno essere realizzati con maggiore efficacia, individuando una collocazione
nel Parlamento europeo che, contribuendo a definire valori identitari a livello continentale, rafforzi e consolidi l’efficacia
dell’impegno di ITALIA dei VALORI nei confini del nostro paese. L’adesione all’ELDR assume, dunque,
la duplice, fondamentale funzione di identificare chiaramente e con forza il partito nel panorama politico italiano, dove
la liberaldemocrazia ha una nobile storia alla quale non è ancora corrisposta una reale capacità realizzativa
e di rappresentare in Europa una cultura, quella della democrazia liberale nel solco delle radici cristiane che rappresentano
una unicità nel panorama del liberalismo europeo. Italia dei Valori rappresenta, infatti, nell’ELDR il
più grande partito italiano. Ciò costituisce un grande onore, un privilegio e una responsabilità. Non
solo e non soltanto perché dovrà tutelare i legittimi interessi nazionali nel più vasto concerto della
politica europea ed internazionale ma, soprattutto, perché sarà fondamentale rappresentare le ragioni delle
“virtù civiche”dell’antica democrazia repubblicana e del liberalismo italiano che hanno una loro
peculiare storia, un bagaglio di esperienze culturali e politiche originalissime, capaci di sintetizzarsi in nuovi orizzonti.
Non è casuale che il filosofo liberale per eccellenza, Benedetto Croce, negli anni torbidi delle dittature nazifasciste
e dei totalitarismi dell’Est, sentì il bisogno di scrivere il celeberrimo saggio Perché non possiamo non
dirci cristiani, il cui titolo è già un programma. Nell’ispirazione del Partito democratico Roosveltiano
e Kennedyano, con le necessarie attualizzazioni alla storia presente e al nostro paese, è possibile recuperare i valori
forti incarnati dal riformismo laburista e della democrazia del lavoro. In questa prospettiva Italia dei Valori può
rappresentare nell’ELDR una sorta di congiungimento, di ponte fra il liberalismo di tradizione nordica e quello, recente,
di tradizione balcanica, diventando una sorta di “agenzia di modernizzazione” dell’Europa nell’ambito
di una più stretta solidarietà continentale. Se questi sono alcuni accenni di quella che possiamo definire
la specificità di Italia dei Valori nell’ambito della politica dell’ELDR, non meno rilevante è il
fatto che questa posizione può avere una ricaduta fondamentale nella nostra politica interna a patto che sia adeguata
alle esigenze del nostro paese. L’Italia ha bisogno di una politica rigorosamente riformatrice con una decisa volontà
di lotta ai monopoli, sul terreno del merito, del rigore e dell’efficienza. In poche parole, di una vera e propria condizione
di libera concorrenza nei doverosi recinti delle regole che garantiscono la dignità dei cittadini, le fasce più
deboli della popolazione, gli svantaggiati vecchi e nuovi. A tal proposito, anzi, sarà doveroso aprire nuovi fronti
per collocare al centro dell’interesse quelli che sono stati definiti efficacemente i nuovi diritti di cittadinanza
in una fase storica in cui l’economia di una “terra integrata”, le nuove tecnologie e la diversa distribuzione
della ricchezza hanno creato zone sociali franche, le quali neanche riescono ad essere conosciute e rappresentate dal mondo
culturale e politico. Compito dunque, di Italia dei Valori, è quello di farsi portavoce di queste nuove esigenze,
di questi nuovi bisogni, in Europa come in Italia.
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