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Thursday, January 5, 2012
Contributivo e Pensione .... Mai
Questo Governo
con la complicità della Destra berlusconiana e parte del PD e Terzo Polo, e la falsa e ipocrita opposizione della Lega,
disconosce le regole minime del Capitalismo Democratico: Infatti, ora che la Pensione verrà erogata col metodo Contributivo
è ingiusto e iniquo non solo parlare di portare l'età pensionabile a 67/70 anni, ma è pure ignobile a
parer nostro obbligare i cittadini ad a...ndare in
pensione quando vuole il Governo. Più equo e giusto sarebbe stato fissare il limite minimo a 60. Accettabile, anche
se antidemocratico, l'Indice 100: 40 anni di contributi e 60 anni di lavoro. Ma si sa; da sempre il potere sfrutta gli esseri
umani fino alla morte cianciando di Democrazia e Socialismo o Liberalismo, senza in realtà discostarsi mai dalle Monarchie
assolute o dalle dittature. Esempi ce ne sono a bizzeffe nel mondo. Insomma si va avanti, fino a sbattere la testa contro
il muro; meglio sarebbe andare in alto; e lo diciamo da decenni prima che lo dicesse Saviano! Come testimoniano le n/s Newsletters.
Cosa hanno a che fare col Capitalismo dal volto umano certe imposizioni assurde? Avete visto piangere la gente in Tv (altro
che ministri!) perchè è senza reddito, e cosa avete fatto? Spallucce! Non venite più a parlarci di Democrazia
approfittando della n/s non violenza e della disinformazione. Perchè è vero che il popolo è disinformato:
se non lo fosse vi prenderebbe a calci in culo oggi stesso! Da Liberali veri noi diciamo: Metodo contributivo? Ok, andiamo
in pensione ad una età congrua e non quando volete voi signori Professori milionari in Eur: queste sono le regole del
mercato: Le Compagnie di Assicurazione fanno così. Basta migliorare i loro contratti tenendo conto di Svalutazione,
Inflazione, Età media, DIRITTO AGLI INTERESSI, e questa si sarebbe una vera Riforma, altro che le v/s prepotenze!
11:01 am cet
Saturday, November 20, 2010
1. La brutta grana delle nuove democrazie (Niccolò Rinaldi) "Hanno tutti in comune la colpa di avere i visi bruciati dal sole contadino,
dal sole delle epoche antiche." (Pier Paolo Pasolini)Il loro approdo non corrisponde
ai rischi del viaggio in mare, sballottati subito tra centri d'accoglienza affollati, tendopoli, destinazioni incerte, e nemmeno
l'approdo dell'Europa è sicuro, tra politiche evanescenti e colpi bassi tra paesi: a Lampedusa perdiamo tutti, ci smarriamo
tutti. Una volta di più la lezione insegna che da soli non si va da nessuna parte, ma che l'UE non è pronta,
non questa UE ostaggio di una Commissione ormai prigioniera del ruolo che si é scelta, subordinata ai governi nazionali.
Il governo brancola, persuaso che non ha alcun peso per pretendere la solidarietà dovuta e diviso tra Maroni e Frattini.
Una prova fallita per l'Italia e per Bruxelles mentre gli sbarchi proseguono. Inutile però prendersela con l'Europa,
dove la Francia che respinge a Ventimiglia si comporta né più né meno delle nostre regioni: il suo egoismo
è il nostro. Si
naviga così a vista, tra approdi incerti, affidandoci alla buona volontà di accordi bilaterali da rinegoziare.
Eppure l'"esodo" non è niente affatto "biblico", mettendo in conto che sull'altra sponda c'è
una guerra in grande stile, e ricordando quanto la classe politica europea non vuole intendere: il 50% della popolazione del
sud del Mediterraneo, dal Marocco alla Turchia, ha meno di 17 anni - e dovemmo capire subito cosa sarà il Mare Nostrum
tra una ventina d'anni. Eppure non c'è niente di apocalittico in questo scenario, se non la nostra improvvisazione.
Basterebbe cominciare a volere il Mediterraneo democratico, primo passo allo sviluppo e alla stabilità. Frattini, che
a gennaio definiva Gheddafi un esempio di riformismo e Assad un modello di modernità, che ancora due settimane fa aveva
velleità di mediatore e annunciava un'imminente iniziativa congiunta con la Germania, restando tagliato fuori anche
dai giri di telefonate che contano, ora fa marcia indietro su tutto e non esclude l'invio di armi al consiglio di transizione,
riconosciuto adesso come unico interlocutore. Abbracciamo la linea francese fino a ieri tanto vituperata proprio quando la
coalizione sta inciampando nell'impasse militare. Anziché guidare l'Europa su una politica libica, il capitano della
nostra diplomazia sul ponte dà col megafono ordini suggeriti dalle cucine anziché dalla cabina di comando, e
così vede la nebbia anche dove non c'è. Alla fine pare proprio che nuove democrazie siano davvero una brutta
grana per le nostre democrazie. Nel frattempo, la saldatura tra improvvisazione ed egoismo la facciamo pagare tutta a questi
migranti dai "visi bruciati dal sole contadino" ma, stiamone certi, di questo passo la pagheremo anche noi.
5:00 pm cet
Non ci sono cantine e soffitte per mettere via una centrale nucleare (N.Rinaldi) Ma la realtà
è più forte del cinismo e dei calcoli, che pure sono capaci di sperperare energie e soldi. Mesi dopo il disastro
giapponese, il Parlamento Europeo non è riuscito a votare nessuna posizione che trovasse la maggioranza, nemmeno la
richiesta di moratoria. Dietro questa sonante sconfitta di tutti, c'è il dramma nel quale si ritrovano molti paesi
di antica tradizione nucleare, è che i costi di smantellamento di un impianto, funzionante o meno, sono proibitivi,
né esiste ancora una tecnica certa - di una centrale non si fa un pacchetto e la si mette via ripiegata per bene, scorie
comprese. La maledizione di un impianto annuncia quindi altri traumi, se non altro finanziari, quando si voglia recidere il
patto con l'atomo.
4:56 pm cet
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