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Data: 09/11/2011 11.25.34
Oggetto: The end? Neanche per sogno
Buongiorno a tutti,

... In più di un’occasione, quando tanti, quasi tutti lo davano per spacciato, lui ha costruito le condizioni per la sua resurrezione politica (agevolato da una opposizione spesso inconsistente, perennemente litigiosa, che non ha saputo né voluto battersi contro il conflitto di interessi). Davvero escludiamo che il Caimano possa ripetersi e non riesca, oliando gli ingranaggi della sua persuasiva macchina da guerra, a costruire le basi per un nuovo e più massiccio condizionamento di massa?... (leggi tutto)

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/09/neanche-sogno/169361/

Grazie!

Stefano Corradino
(direttore Articolo21)
www.articolo21.org

SAPER SCEGLIERE NON  E’ SEMPRE FACILE MA E’ DOVEROSO E CONVIENE!
Dove si esprime un’opinione sul perché alcuni uomini deviano dalla retta via mentre altri la perseguono e mai deviano da essa.
di Corrado di Lorenzo – Il Gabbiano del Lago – 24/10/2009
 
Paolo di Tarso, Ebrei Prg. 5 , Versetti 11:15
“11Su questo argomento abbiamo molte cose da dire, difficili da spiegare perché siete diventati lenti a capire. 12Infatti, voi che dovreste essere ormai maestri per ragioni di tempo, avete di nuovo bisogno che qualcuno v'insegni i primi elementi degli oracoli di Dio e siete diventati bisognosi di latte e non di cibo solido. 13Ora, chi si nutre ancora di latte è ignaro della dottrina della giustizia, perché è ancora un bambino. 14Il nutrimento solido invece è per gli uomini fatti, quelli che hanno le facoltà esercitate a distinguere il buono dal cattivo.”
 
Ci sono cose, situazioni, comportamenti a volte apparentemente difficili da comprendere per quanto sono lontani dalla logica perversa del vivere quotidiano che obbliga buona parte degli individui a perseguire egoisticamente il loro tornaconto personale, i loro interessi privati pur nel ricoprire compiti istituzionali importanti in teoria al servizio della Nazione e dello Stato.
In coloro che noi ci ostiniamo a considerare maggioranza nel Paese tutto ciò suscita dispetto, rabbia, ribellione, disgusto, rifiuto. Molti di noi sanno molto bene come sia lecito e umano ricercare la felicità o almeno la serenità, nella precarietà dell’esistenza, consapevoli di un percorso ‘finito’ che precede una vita diversa di cui ben poco sappiamo se non quasi nulla e che, in assenza di una Fede sentita, può generare insicurezza, ansia, frustrazione. A questi sentimenti e per vincerli, ci è concesso possedere legittime aspirazioni personali ad un dignitoso percorso professionale, sociale, politico che sia. Nessuno può negare a chicchessia che sia giusto coltivare ambizioni personali, desiderio di autoaffermazione, desiderio, perfino, di successo nella vita. Nessuno può toglierci il diritto di considerarci degno di ciò e a nessuno è consentito impedircelo usando la forza, o la violenza o la subdola e subliminale potenza della costrizione psicologica ottenuta tramite messaggi mediatici ingannatori o sfruttando l’eccesso di potere nell’Economia, nell’Informazione, nell’Istruzione, in ultima analisi perfino nelle Istituzioni attraverso l’imposizione di Leggi ingiuste, astruse e ottuse scaturite dal cervello di uomini che fanno dell’egoismo il loro unico credo, coltivando individualismo, materialismo, edonismo tali da portare ad una insostenibile ingiustizia sociale.
E torniamo così alle parole di Paolo di Tarso: Mentre scriviamo pensiamo alla anomalia del fatto che noi, laici pur cristiani ma non certo integralisti, lontani ormai da qualsiasi religione che non sia il Cristianesimo delle origini, e insieme apprezzando figure storiche di altre religioni, come Buddha ( L’illuminato) che seppe rinunciare, come Francesco d’Assisi, ad agi e ricchezze,  e ci sentiamo a disagio, timorosi di esser presi per bacchettoni, in similitudine con una sorta di talibanesimo occidentale da cui siamo lontanissimi.
Eppure  è così facile comprendere come i sentimenti prima citati, l’amor proprio, la voglia di ‘farcela’, la buona volontà contrapposta alla pigrizia, all’abbandono, al ‘tanto chi se ne frega di ìsto mondo di merda’ e così via, siano sentimenti utili a noi stessi e agli altri, se vengono realizzati per il bene comune, nell’interesse si della collettività, ma soprattutto a difesa dei più deboli, degli ultimi, degli abbandonati. Perché? Perché tutto ciò non  è soltanto vestirsi da Samaritano ma realizzare se stessi nel migliore dei modi? Perché noi crediamo che perseguire il Bene sia più gratificante che perseguire il Male e non  per scelta religiosa!  Perché? Perché se si difende un debole ci si sente utili a lui, e quindi doniamo a noi stessi una soddisfazione autentica contrapposta all’effimero piacere di chi sa soltanto prendere! Se serviamo uno che ha tutto, un potente, un prepotente che favore gli facciamo? Ha già tutto e non  si accontenta, quindi riceverà da noi soltanto un attimo vuoto di contenuto durevole! E noi, aiutando inutilmente un potente diventeremo noi stessi inutili, perché di fatto non  avremo aumentato di un ‘ette’ la sua felicità interiore: lo prova il fatto che chi possiede troppo non  si sazia mai di possedere; un po’ come un uomo che si crede maschio amando molte donne ma che in realtà dimostra di non  saperne amare pienamente nessuna! Una Classe dirigente di egoisti è come il lupo della favola di Cappuccetto rosso: ha occhi grandi per vedere, orecchie grandi per ascoltare, e una bocca grande per mangiare a crepapancia. Ma è cieco, sordo e muto! Invece di vedere e ascoltare, mangia soltanto, e alla fine ciò che mangia gli rimane talmente indigesto che  è costretto a rigettarlo. Ora Vi regaliamo un esempio di ciò che intendiamo per individuo incapace di godere della propria notorietà e quindi del proprio potere: Radio Radicale, primi di ottobre: Un noto uomo politico di estrema destra a domanda sulle differenze fra posizioni opposte declama: “Cambiando gli addendi il fattore non  cambia” (sic). Summa Iniuria; e questa  è la nostra classe dirigente! Forse quel parlamentare pensava a un fattore di campagna o al gestore di un Ranch texano, non  sappiamo sta di fatto che ha storpiato una regola matematica: “Cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non  cambia”. Non  vogliamo fare sfoggio di sapienza accidenti! No… siamo solo stanchi di essere governati da gente così, stanchi di essere presi in giro, stanchi così tanto quanto nemmeno si può immaginare.  Stanchi di essere amministrati da bambocci egoisti, veri e propri discoli mai diventati adulti, malvagisti inetti e rissosi, avvezzi ad interrompere l’avversario politico nei ‘Talk show’ consci di non  essere in grado di controbattere senza urlare, senza sbraitare, senza mentire, nel disperato tentativo di invertire l’ordine dei fattori di verità. E finalmente anche coloro che ci rappresentano, opponendosi a questa classe dirigente, cominciano a usare meno ‘Fair Play’  e rintuzzare simili cialtronerie!

Castiglione del Lago - Venerdi 6 Marzo 2009 -

“I SIGNORI DEL PRIVILEGIO AD OGNI COSTO”

Ovvero: come garantire a sé stessi il massimo concedendo il minimo

di Nemo Laertius – C.S.I.P.&.M.G. – ©  IlGabbianodellago.it2009-03-06 
La proposta Franceschini di dare un piccolo sussidio ai disoccupati più deboli ci trova abbastanza consenzienti, sebbene sicuramente tipica di uno Stato, di una Classe dirigente diremmo, che dello Stato si impadronisce per non si sa quale diritto divino di monarchica memoria, e lo usa a suo piacimento.  Nonostante Franceschini non  sia il Leader che preferiamo, anche alla luce dei suoi primi interventi oratori, vagamente milanesi arcoriani, (Ego sum), dobbiamo gioco forza spezzare una lancia in favore della sua proposta tendente a dare aiuto ai disoccupati non coperti adeguatamente dal nostro Welfare, insufficiente sempre perfino per i Lavoratori non precari. La motivazione della nostra convinzione che la proposta sia degna  e giusta deriva dalla nostra lunga militanza nel Liberalismo Europeo. Nel 1979, anno in cui furono tenute le prime Elezioni al Parlamento Europeo, figurava (e non  crediamo sia oggi mancante) nel Programma dell’LDE (Liberali e Democratici Europei) una proposta di “Salario Minimo Garantito” per tutti i Lavoratori europei, dovuta al ‘Diritto di Cittadinanza’. Nel 1979 la cifra fu fissata in Lit. 400.000 mensili.  Se rapportiamo quella cifra di ben 30 anni fa alla proposta Franceschini si rendono obbligatorie alcune considerazioni:   Quella cifra a quanti EUR può corrispondere nel 2009? Perché l’On.le Casini, citato oggi su “La Stampa” in un articolo di Minzolini ( Che non stimiamo affatto) ha detto: «La storia dell’assegno di disoccupazione è una follia. Dario ha deciso di coprirsi a sinistra e sul fronte Di Pietro ma è una politica miope. Se accetta il loro terreno quelli vinceranno sempre, ne spareranno sempre una più grossa di lui»?

Casini non sa nulla del Programma Liberale Europeo? O  è bene chiamare Follìa una proposta giusta al minimo per non creare pericolosi precedenti di Diritto Sociale? Perché pochi possono possedere quasi tutto senza far nulla e ai deboli bisogna togliergli anche il sole con la scusa che altrimenti se si scottano può venire loro qualche male che poi non  potrebbero curare per mancanza di Reddito? Casini ha detto anche che se Franceschini spera che la rivolta sociale travolga Berlusconi travolgerà invece anche lui, Dalema e soci. E’ evidente che sa che può accadere, di fronte alla spudorata inetta prepotenza impotente del potere pronto ad abbandonare cristianamente i più deboli al loro destino.

Ma chi di noi finirebbe in gramaglie se accadesse ciò? Piangereste voi di fronte a tale sparizione? Salirebbe al cielo il vostro lamento: 'Signore salvali i padroni della Casta indolente e superba, falsaria ed egoista, detentrice di un potere che puzza di muffa lontano un miglio tanto è peggiore perfino delle Monarchie assolute del passato tanto care ai Sovietliberisti della Destra berlusconiana che puzzano anche di Stalinismo'. Non  fu forse un grande Liberale, Aleksandr Isayevich Solzhenitsyn, in ‘Arcipelago Gulag’, a scrivere che il Regime sovietico privilegiava i delinquenti ai prigionieri politici, usando i primi come spie a danno dei secondi?   Non  vi ricorda qualcosa questa affermazione? Non  vi parla di come sia condemnevole che un operaio chieda un aumento di 50 EUR mese? Ma come osa? Come si permette? Ma chi critica  la Casta politico/economica/burocratica quando si autoassegna arbitrariamente aumenti a botte di migliaia di EUR?  Non  siamo più di fronte soltanto alla Corruzione, al Privilegio, all’Abuso, Al Sopruso di chi dovrebbe essere al Servizio della Democrazia e invece serve soltanto se stesso. Qui siamo alla vigliaccheria, alla viltà di forti che stuprano i diritti dei deboli; perché di stupro si tratta, in tutto simile a quello consumato su una donna da una belva umana, sedicente uomo, sia egli italiano o straniero. E ieri sera ad ‘Anno Zero’ abbiamo visto una splendida giovane rumena difendere la Dignità sua e del suo popolo come pochi Italiani sanno fare. Stupro del forte sul debole : I Governanti più biechi sanno bene come si esercita, come si conserva il privilegio, come si esorcizza la propria paura della morte proibendosi di pensare, annientando la propria umanità con una droga, la ricchezza sfrenata,  ancor più potente di quella di cui discutono gli incompetenti di questa “Minoranza” di Governo che non  ha il voto del 65% degli elettori aventi diritto. E questa è Aritmetica!  Se stesse in noi aboliremmo la parola ‘Demagogia’ perché questo è il vocabolo che consente, anche per questa proposta Franceschini, Dio mi perdoni se lo difendo, minimizzare il diritto di chi è il vero fornitore di ricchezza dei potenti.  Questi ultimi possono dire: Non  ti do “Salario minimo garantito” altrimenti ti butti in ‘braga’; Loro che ci stanno una vita, seduti comodamente in poltrone sontuose, si autoassegnano “Sussidi Milionari”, ma è per il nostro bene perdinci! E come osiamo lamentarci?  -   Destra Ipocrita !

INTERCETTAZIONI / 2 - Corriere della Sera

Leggende spacciate per verità
di Luigi Ferrarella

Una sfilza di luoghi comuni, spacciati per verità, compromette la serietà della discussione sull’annunciato intervento legislativo sulle intercettazioni. Che siano «il 33% delle spese per la giustizia», come qualcuno ha cominciato a dire e tutti ripetono poi a pappagallo, è un colossale abbaglio: per il 2007 lo Stato ha messo a bilancio della giustizia 7 miliardi e 700 milioni di euro, mentre per le intercettazioni si sono spesi non certo 2 miliardi abbondanti, ma 224 milioni. Però è una leggenda ben alimentata. Si lascia credere il falso giocando sull’ambiguità del vero, cioè sul fatto che le intercettazioni pesano davvero per un terzo su un sottocapitolo del bilancio della giustizia: quello che sotto il nome di «spese di giustizia» ricomprende anche i compensi a periti e interpreti, le indennità ai giudici di pace e onorari, il gratuito patrocinio, le trasferte della polizia giudiziaria. Spese peraltro tecnicamente «ripetibili», cioè che lo Stato dovrebbe farsi rimborsare dai condannati a fine processo: ma riesce a farlo solo fra il 3 e il 7%, eppure su questa Caporetto della riscossione non pare si annuncino leggi-lampo.

«Siamo tutti intercettati» è altra leggenda che, alimentata da una bizzarra aritmetica «empirica», galleggia anch’essa su un’illusione statistica. Il numero dei decreti con i quali i gip autorizzano le intercettazioni chieste dai pm non equivale al numero delle persone sottoposte a intercettazione.

Le proroghe dei decreti autorizzativi sono infatti a tempo (15 o 20 giorni) e vanno periodicamente rinnovate; inoltre un decreto non vale per una persona ma per una utenza. Dunque il numero di autorizzazioni risente anche del numero di apparecchi o di schede usati dal medesimo indagato (come è norma tra i delinquenti).

«Le intercettazioni sono uno spreco» è vero ma falso, nel senso che è vero ma per due motivi del tutto diversi da quello propagandato. Costano troppo non perché se ne facciano troppe rispetto ad altri Paesi, dove l’apparente minor numero di intercettazioni disposte dalla magistratura convive con il fatto che lì le intercettazioni legali possono essere disposte (in un numero che resta sconosciuto) anche da 007, forze dell’ordine e persino autorità amministrative (come quelle di Borsa).

Invece le intercettazioni in Italia costano davvero troppo (quasi 1 miliardo e 600 milioni dal 2001) perché lo Stato affitta presso società private le apparecchiature usate dalle polizie; e in questo noleggio è per anni esistito un Far West delle tariffe, con il medesimo tipo di utenza intercettata che in un ufficio giudiziario poteva costare «1» e in un altro arrivava a costare «18». Non a caso Procure come la piccola Bolzano (costi dimezzati in un anno a parità di intercettazioni) o la grande Roma (meno 50% di spese nel 2005 rispetto al 2003 a fronte di un meno 15% di intercettazioni) mostrano che risparmiare si può. E già il ddl Mastella puntava a spostare i contratti con le società private dal singolo ufficio giudiziario al distretto di Corte d’Appello (26 in Italia).

L’altra ragione del boom di spese è che, ogni volta che lo Stato acquisisce un tabulato telefonico, paga 26 euro alla compagnia telefonica; e deve versare al gestore circa 1,6 euro al giorno per intercettare un telefono fisso, 2 euro al giorno per un cellulare, 12 al giorno per un satellitare. Qui, però, stranamente nessuno guarda all’estero, dove quasi tutti gli Stati o pagano a forfait le compagnie telefoniche, o addirittura le vincolano a praticare tariffe agevolate nell’ambito del rilascio della concessione pubblica.  «Proteggere la privacy dei terzi», nonché quella stessa degli indagati su fatti extra-inchiesta, non è argomento (anche quando sia agitato pretestuosamente) che possa essere liquidato con un’arrogante alzata di spalle. Ma è obiettivo praticabile rendendo obbligatoria l’udienza-stralcio nella quale accusa e difesa selezionano le intercettazioni rilevanti per il procedimento, mentre le altre vengono distrutte o conservate a tempo in un archivio riservato. E qui proprio i giornalisti dovrebbero, nel contempo, pretendere qualcosa di più (l’accesso diretto a quelle non più coperte da segreto e depositate alle parti) e accettare qualcosa di meno (lo stop di fronte alle altre).  Prima di dire poi che «le intercettazioni sono inutili»andrebbe bilanciato il loro costo con i risultati processuali propiziati. Ed è ben curioso che, proprio chi ha imperniato la campagna elettorale sulla promessa di «sicurezza» per i cittadini, preveda adesso di eliminare questo strumento che, per fare un esempio che non riguarda la corruzione dei politici, ha consentito la condanna di alcune delle più pericolose bande di rapinatori in villa nel Nord Italia, e ancora ieri ha svelato a Milano il destino di pazienti morti in ospedale perché inutilmente operati solo per spillare rimborsi allo Stato. Senza contare (c’è sempre del buffo nelle cose serie) che proprio Berlusconi ben dovrebbe ricordare come un anno fa siano state le intercettazioni, che ora vorrebbe solo per mafia e terrorismo, a «salvare» in extremis da un sequestro di persona il socio di suo fratello Paolo.  Ma il dato più ignorato, rispetto al ritornello per cui «le intercettazioni costano troppo», è che sempre più si ripagano. Fino al clamoroso caso di una di quelle più criticate per il massiccio ricorso a intercettazioni, l’inchiesta Antonveneta sui «furbetti del quartierino». Costo dell’indagine: 8 milioni di euro. Soldi recuperati in risarcimenti versati da 64 indagati per poter patteggiare: 340 milioni, alcune decine dei quali messi a bilancio dello Stato per nuovi asili. Il resto, basta a pagare le intercettazioni di tutto l’anno in tutta Italia.

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