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di Jeremy Rifkin – da l'Unità mercoledì, 17 settembre 2008
La terza rivoluzione industriale rende possibile una nuova Europa sociale nel ventunesimo secolo. Il sogno europeo
è il fulcro della nuova Europa sociale. La maggior parte degli europei sperano soprattutto in una nuova Europa sociale
fondata sulla “qualità della vita”. Il sogno europeo sottolinea i diritti umani e sociali in un quadro
di equilibrio tra modelli sociali e di mercato e con prospettive di cooperazione e di pace. Il sogno di una Europa sociale
è al momento minacciato dall'incremento dei prezzi del petrolio e del gas e dagli effetti del cambiamento climatico
sulle comunità e sugli ecosistemi del continente. Presupposto di tutto è la terza rivoluzione industriale senza la quale è impossibile una nuova Europa
sociale. La terza rivoluzione industriale e la nuova Europa sociale garantiranno all'Europa cinquant'anni di integrazione.
È necessaria
ora una chiara agenda politica che consenta alla Commissione Europea di proseguire la realizzazione del progetto europeo.
La nuova Europa sociale poggia su dieci pilastri ciascuno dei quali ha come presupposto la terza rivoluzione industriale:
1) Un livello di vita sostenibile: l'incremento di lungo periodo
dei prezzi del gas e del petrolio e i crescenti effetti del cambiamento climatico su settori commerciali che vanno dall'agricoltura
al turismo, stanno gia' producendo conseguenze pesanti sul livello di vita di milioni di europei. I prezzi dei prodotti
alimentari sono in continua ascesa e lo stesso dicasi per i servizi e per i prodotti di largo consumo. Negli anni a venire
la situazione non può che peggiorare mettendo in pericolo il sogno di una nuova Europa sociale. I governi, il mondo
finanziario e imprenditoriale e la società civile debbono mobilitarsi insieme per passare a nuove forme di energia.
2) L'effetto di moltiplicatore economico: la transizione verso la terza rivoluzione industriale comporterà una riconfigurazione globale delle
infrastrutture europee con la creazione di milioni di posti di lavoro e di nuovi beni e servizi con un effetto di moltiplicatore
economico che si farà sentire fino alle seconda metà del ventunesimo secolo. Saranno necessari massici investimenti
nelle energie rinnovabili, dovremo ristrutturare milioni di edifici trasformandoli in vere e proprie centrali elettriche e
impianti di produzione di energia e saremo costretti ad abbandonare la tecnologia obsoleta delle automobili alimentate dal
motore a combustione interna.
3) Nuovi lavori e modelli imprenditoriali per il ventunesimo secolo: il rifacimento delle infrastrutture europee e l'ammodernamento
dell'apparato industriale comporterà una massiccia operazione di riqualificazione dei lavoratori europei come già
avvenne all'inizio della prima e della seconda rivoluzione industriale. La forza lavoro della terza rivoluzione industriale
dovrà essere esperta di energie rinnovabili, di edilizia verde, di tecnologia dell'informazione, di nano-tecnologie,
di chimica sostenibile, di gestione di griglie energetiche digitali, di mezzi di trasporto alimentati ad energia elettrica
e idrogeno e di centinaia di altre tecnologie. Imprenditori e manager dovranno conoscere nuovi modelli di impresa, tra cui
il commercio open-source e networked, la ricerca distribuita e collaborativa e le strategie di sviluppo, la logistica sostenibile
a basso impiego di carbone e la gestione delle catene di approvvigionamento.
4) Migliorare la sicurezza energetica
dell'Europa: : La Ue ha cominciato ad occuparsi di sicurezza energetica con
la creazione della Comunità Europea Carbone e Acciaio e l'introduzione del progetto Euratom. L'Europa dovrà
creare un regime di energia rinnovabile autosufficiente e diffuso capillarmente che sia in grado di garantire l'indipendenza
energetica. Un sistema integrato europeo consentirà a ciascun Paese della Ue di produrre l'energia di cui ha bisogno
e di distribuire agli altri Paesi l'eccesso di produzione.
5) Realizzare l'Agenda di Lisbona e diventare
l'economia più competitiva del mondo: l'industria europea dispone di un know-how scientifico, tecnologico e finanziario tale da aprire la strada
alle energie rinnovabili, all'edilizia verde, all'economia fondata sull'idrogeno e da avviare il mondo verso una
nuova era economica. L'industria automobilistica, quella chimica, quella manifatturiera, quella informatica e delle comunicazioni,
le industrie bancaria e assicurativa sono in grado di dare impulso alla terza rivoluzione industriale. Inoltre la Ue è
il più grosso mercato mondiale per l'energia solare ed è leader mondiale nella produzione di energia eolica.
Resta solo alla Ue il compito di creare un mercato unico e integrato dell'energia. Pur essendo potenzialmente il più
grande mercato interno del mondo con i suoi 500 milioni di consumatori e altri 500 milioni di consumatori nelle zone associate
che abbracciano il Mediterraneo e il Nord Africa, la Ue non ha ancora creato infrastrutture logistiche efficienti con una
comune griglia di trasporti, di comunicazioni e di energia.
6) Dare più potere alla gente e promuovere
una rete europea: la terza rivoluzione
europea porta ad una nuova Europa sociale nella quale il potere sarà più capillarmente diffuso in modo da incoraggiare
nuovi livelli di collaborazione tra i suoi 500 milioni di cittadini. Nella nuova era, imprese, enti locali e proprietari di
abitazioni diventeranno produttori oltre che consumatori di energia - stiamo parlando della cosiddetta “generazione
distribuita”. Così come nel decennio scorso la rivoluzione della “comunicazione distribuita” ha allargato
le menti e ha democratizzato le comunicazioni, la terza rivoluzione industriale intende democratizzare l'energia. La democratizzazione
dell'energia diventa un punto focale della nuova Europa sociale e l'accesso all'energia diventa un diritto fondamentale
inalienabile dell'era della terza rivoluzione industriale. Nel ventesimo secolo abbiamo assistito all'allargamento
della partecipazione politica e ad un più diffuso accesso all'istruzione e all'economia per milioni di europei.
Nel ventunesimo secolo anche l'accesso all'energia diventerà un diritto sociale ed umano.
7)
L'istruzione nel ventunesimo secolo: La
prima e la seconda rivoluzione industriale furono accompagnate da profonde trasformazioni dei sistemi scolastici. Anche la
terza rivoluzione industriale comporterà una radicale riforma della scuola per preparare le future generazioni a lavorare
e vivere in un mondo post-carbone. Le scuole e le università dovranno insegnare prevalentemente informatica, bio e
nano-tecnologie, scienze della terra, ecologia, teoria dei sistemi, modelli di apprendimento open-source e capitale sociale.
Dovremo educare i nostri figli a pensare come cittadini globali e prepararli a passare dalla tradizionale geopolitica del
ventesimo secolo alla politica della biosfera globale del ventunesimo secolo. L'istruzione riguarderà il compito
di tutelare la salute della biosfera del pianeta e di promuovere gli ecosistemi regionali.
8) Una qualità
della società della vita umana: nella
nuova Europa sociale del ventunesimo secolo, l'opportunità economica del singolo diviene parte di una più
ampia visione sociale che punta a creare una qualità della società della vita umana. I tradizionali indicatori
economici del ventesimo secolo che sottolineano il prodotto interno lordo e il reddito pro capite saranno affiancati da indicatori
altrettanto importanti sulla qualità della vita, sui diritti umani e sociali, sul livello di istruzione, sulla salute,
sulla sicurezza delle comunità, su un giusto rapporto tra lavoro e tempo libero e sulla qualità dell'ambiente.
Nella terza rivoluzione industriale motori della qualità della società della vita umana sono il potere distributivo
e le comunità sostenibili.
9) Ripensare la globalizzazione dal basso : la transizione, che durerà mezzo secolo, dalla seconda
alla terza rivoluzione industriale modificherà profondamente il processo di globalizzazione. A risentirne maggiormente
saranno probabilmente i Paesi in via di sviluppo. Può sembrare incredibile ma oltre la metà degli abitanti del
pianeta non ha mai fatto una telefonata e un terzo non dispone di corrente elettrica, la qual cosa funge da moltiplicatore
della povertà. L'accesso all'energia garantisce maggiori opportunità economiche. Se milioni di individui
e comunità diventassero produttori dell'energia che consumano, le conseguenze sarebbero enormi e cambierebbe anche
la geografia del potere. Le comunità locali sarebbero meno soggette alla volontà di centri di potere lontani.
Le comunità potrebbero produrre beni e servizi sul luogo e venderli in tutto il mondo. È questa l'essenza
della politica dello sviluppo sostenibile e di una globalizzazione ripensata dal basso.
10) Il lascito dell'Europa,
un pianeta sostenibile: nel 1960 il presidente Kennedy invitò la generazione americana
del baby boom ad aiutarlo a portare un uomo sulla luna entro dieci anni e ad esplorare lo spazio. Nel ventunesimo secolo l'Europa
deve svolgere un ruolo guida nella salvezza della biosfera sulla terra. Per passare dalla seconda alla terza rivoluzione
industriale è necessario un piano di transizione di lungo periodo e attentamente studiato. L'Unione Europea lo
sa e si è impegnata a seguire un processo che poggia su due pilastri: 1) incrementare l'efficienza energetica e
ridurre del 20% l'uso di carbone entro il 2020 e 2) centrare l'obiettivo del 20% di energie rinnovabili e posare le
basi della terza rivoluzione industriale entro la prima metà del ventunesimo secolo.
Il testo è una sintesi dell'intervento
che Jeremy Rifkin ha tenuto a «GlobaleLocale», la scuola politica estiva del Pd che si è chiusa ieri in
Toscana a Castiglione del Lago, Cortona e Montepulciano. Jeremy Rifkin è presidente della Foundation on Economic Trends
con sede a Washington e insegna all'Università di Pennsylvania. Traduzione di Carlo Biscotto
Ma davvero i popoli hanno i Governi che si meritano ?
Un'amica ha postato : " A
volte succede che qualcuno ci valorizza e ci mette in una Sartoria pregiata" , Succede succede! Ma tante volte di questa
sartoria non si ha gratitudine e la si ignora . Anzi,
crediamo che l'abito pregiato che indossiamo ce lo siamo costruiti da soli. Ed è così come pensi di aver capito Caro Guglielmo. Purtroppo l'Uomo è in balia dell'opinione altrui ed è su questa opinione che spesso e volentieri
regge tutto il suo essere. Vero è Caro Corrado
che "il prossimo ha potere su di noi solo ed esclusivamente nella misura in cui noi glielo concediamo" ma quante
volte sappiamo essere così forti, fermi, tenaci, da non permettere agli altri di non cambiare niente e nulla di ciò
che ci eravamo prefissi? Ci son barriere che vuoi
o non vuoi ci fan deviare, cambiare, mandare all'aria progetti e sentimenti. Tu giustamente ne hai portati tanti di esempi , ma dipendere è un fattore umano. E
fino a che punto noi crediamo di essere ciò che l'altro dice che siamo? Se uno mi dice dalla mattina alla sera che son bella, alla fine incomincio a credere anch'io che sono bella. Ora, siccome queste son parole positive, in me, posson far generare bellezza. Viceversa se uno mi dice che son brutta alla fine posso crederci lo stesso
e generar in me depressione e addirittura queste parole possono imbruttirmi e indurirmi. Ma quando all'ultimo avrò accettato il fatto di esser bella , penserò che lo sono perchè
diventata tramite le parole di qualcuno? o perchè questa è un mia dote? Altra domanda: Fino a che punto l'abito
che indossiamo ci garantisce la sincerità degli altri? L'abito del lavoratore ossia della persona rispettabile, da ossequiar, da averne rispetto vale fino al compimento
del suo ruolo , poi? Poi è come solo se avessimo
stracci addosso. Perchè l'abito non fa
il monaco se poi ognuno è riverito secondo il suo vestito? E caro Guglielmo mi è piaciuto un sacco la tua ultima letterina. E ne sono daccordo questa volta in pieno Dovremmo
veramente saper guardare con tenera pietà chi cerca di manipolarci e trovar compassione grande, perchè sono
daccordo con te, nella loro vita si è albergato ormai solo un indurimento di cuore e di sentimenti. E noi, noi, dovremmo riuscir più da soli a tirar il bello e il buono che
c'è in noi. Guardar noi stessi con lo
stesso rispetto con cui ci guarda Dio. Volerci bene,
gioire, sorriderci. Scoprir di essere tesori, valori
inestimabili, irripetibili. Penso che solo la consapevolezza
costruttiva di ciò che siamo può aiutarci a capir a chi affidar i nostri fili per non esser nè marionette,
nè burattini, ma Uomini liberi. All'inizio
della poesia ho detto che per me era Natale. Perchè
ogni giorno lo è quando ci si vuol bene, quando ci si perdona e quando ... si nasce ogni giorno. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Carissimi innanzi tutto devo dire che Daniela ha saputo risvegliare
il dibattito ; e questo non è poco . In quanto al fatto che "il prossimo ha potere su di noi solo ed
esclusivamente nella misura in cui noi glielo concediamo"temo proprio che non sia così . La forza è
sicuramente nei nostri desideri ed intendimenti ma troppo spesso dipendiamo dall'altrui volere e a volte quasi totalmente
. Se ci ammaliamo , se dipendiamo da un padrone ottuso ed esoso , se siamo creduloni o deboli, indifesi o poveri ; ebbene, diventiamo
quasi schiavi . L'assenza di denaro , per esempio , può rendere schiavo un uomo, una Nazione , una famiglia.
La salute cagionevole, che ci mette troppo spesso nelle mani di medici inetti, un destino ingrato , il cosidetto
volere di dio ( Quanta assurdità in questa affermazione ) , la violenza dei malvagi,la guerra, l'eccesso di
stato. > Potrei andare avanti per molto; mi limiterò a dire con i Bolognesi : "A i vol dal
cul a ster al mond !".
Un saluto cordiale, sempre vostro , Corrado Francesco ---------------------------------------------------------------------------------------------------------
da un amico in risposta
ad un commento di Corrado al Post precedente :
Non è possibile che gli altri ci amino
se noi non amiamo noi stessi...o comunque non sarebbe vero amore, ma un amore condizionato del tipo "io ti amo se fai
così, ti amo se sarai gentile, ecc." Se io non mi amo, non occorre che lo dica o che lo pensi...questa carenza
si manifesterà in infiniti modi sottili e,apparentemente, insignificanti. Ma vengono percepiti dagli altri, che reagiranno
a noi nella stessa maniera. Una grandissima verità afferma: IL PROSSIMO CI E' SPECCHIO. Parole sante...conosciute
in varie forme sin dalla notte dei tempi, ma che vogliamo ignorare allegramente (allegramente ?).
Tutto, tutto
parte da noi.
Persino la TV si è accorta di questo quando ha messo in bocca a Papa Luciani, nella fiction
a lui dedicata, le parole: "Se vuoi cambiare il mondo, cambia te stesso". E' l'unico modo reale per farlo. Noi, invece, piuttosto che cambiare noi stessi, preferiamo illuderci di poter cambiare gli altri. Beata illusione !!! Anche questo concetto è da sempre conosciuto dall'umanità, ma ignorato come sopra. Mi dispiace se sembro
sgradevole ma certe cose vanno dette. Ricordiamoci di come è nato questo scambio di opinioni...mi sembra che sia
stato proprio un grido di protesta contro le manipolazioni altrui, i ricatti morali..."tu devi essere così
se vuoi che io ti ami"...ecc Noi siamo abituati sin dall'infanzia a questo tipo di amore condizionato: "se
fai il cattivo, la mamma non ti vuole più bene". Orribile !!! Ricatto morale schifoso. Bada bene, tengo
separate la persona e quello che dice. Evidentemente, anche quella persona è stata vittima, a sua volta, di ricatti
morali pesanti. Il vero amore implica totale, completa accettazione del beneamato, implica una fusione delle due personalità -------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Carissimo Sei un uomo di rara finezza e cultura,
e leggerti è un vero ristoro per l'anima. Purtroppo,
ahimè, non riesco ad essere così cristianamente paziente verso i padroni del mondo che sono i soli e veri responsabili di quella prigione di cui tu parli. Se le poche frustate di mio padre mi hanno da una parte temprato e forgiato nel fuoco della disciplina
militare ( Dal 1946 al 1953 ho vissuto in una caserma , ricordi? La Fortezza Da Basso di Firenze ) , le malefatte dei
potenti si sono poi aggiunte al senso di frustrazione e di ripulsa dell'autorità che comunque devo aver maturato
a causa di tanta eccessiva severità. Non sei ne noioso ne pedante; anzi, piacevole è leggere le tue argomentazioni
, intrise di buon senso e di pietà. Ma il mondo è scevro dal buon senso, e quella che tu chiami Umanità
non è in realtà che la vittima di un gioco superiore giocato da pochi caratteristi egoisti e rapaci e malvagi
e prepotenti. IO NON CREDO ALLA PAROLA UMANITA' ! Credo invece alle due categorie : Governanti e governati . E per i primi io non ho nessuna compassione ! Li detesto perchè sono colpevoli, loro si , e non noi, del dolore del mondo! E se , in "Hac Lacrimarum valle" , esistono oggi 800.000.000 ( ottocento milioni perdio ! ) di persone che rischiano la morte per fame, malattie, disvitaminosi, e guerre
, la colpa è dei sopradetti esponenti della sudicia classe dirigente mondiale. Il 'Libero Arbitrio'
, mio generoso e nobile amico, NON ESISTE ! Quale Libero Arbitrio può avere un bimbo del terzo mondo attaccato
disperatamente al seno avvizzito e vuoto della madre , affamato, il ventre gonfio dalla disvitaminosi, gli occhi accecati dall'inedia, le membra rinsecchite, destinato a morte
certa ? Due Miliardi di persone non hanno acqua da
bere e noi permettiamo ai nostri figli di fare la doccia tutti i giorni con acqua potabile! Azione tra l'altro nociva
per la utile flora batterica della pelle. No , io soffro troppo nel vedere il mio popolo subìre tanta malvagità.
E dico 'mio' perchè il popolo è di chi lo ama e lo difende, e non di chi lo sfrutta e lo inganna,
come fanno da millenni governanti e clerici di ogni risma ! Complici pressochè tutte le forme organizzate di raccolta
del consenso popolare. Sta scritto nell'Evangelo Sacro : "Satana portò il Cristo sul monte più alto e gli mostrò tutti i Regni ( oggi Repubbliche ma è la stessa zuppa ) della terra. E gli disse
: "Se mi adorerai , tutta questa gloria sarà tua, poichè mi è stata data e io la do
a chi voglio". Sic et simpliciter, amico mio : per governare bisogna fare atto di sottomissione a Satana. Non sono io
a dirlo ma i quattro Evangelisti, con buona pace della falsità di preti bugiardi e ipocriti di ogni religione.
Io sono amico di un uomo che oggi è ministro e mi giustifico ripetendomi che forse lui non è come gli altri
visto che è un ex Commissario di Pubblica Sicurezza ed ex Magistrato. ( Un potente ? Si ) Mi batto con lui per il bene del nostro Paese; Conosco la sua generosità e la sua incorruttibilità
: se dovesse deludermi dirò a me stesso che quel film l'avevo già visto e mi consolerò dicendo
ancora a me stesso che io non potrei mai tradire ciò che mio padre , col "Gurbash" dei cammellieri
regalatogli da un ufficiale marocchino nel 1945 , mi ha insegnato, abbattendolo sulla mia carne. Ti saluto
con affetto e stima, non volermene ,ti prego, Corrado Francesco Anarco-Liberale , Cristiano senza Religione,
Negro Italico ( Siciliano :- ) Responsabile
Regionale Umbria del Dipartimento Economia, Sviluppo
e Internet di "Italia dei Valori". Dio
abbia pietà di me se sono in errore ! P.S. : ( Quanto mi piacerebbe essere mussulmano e avere 4 mogli e cento concubine da salvare dalla morte per fame ! :-) Dimenticavo : Anche Ebreo ! Ma non
mi piace l'Establishement d'Israele. Amo solo il popolo ebraico. E non solo per aver subìto la Shoah ma perchè
noi cristiani lo abbiamo derubato perfino della sua storia. Dichiarandoci arbitrariamente Abramitici solo perchè
Cristo lo era. Come amo tutti i popoli del pianeta, in compagnia con Einstein , che si autodichiarava cittadino del
mondo . Era Ebreo. Perchè mi dò
il nickname di un Re ? Perchè Davide e Artù si sono ribellati ai Re e hanno saputo scontare il fio di
ciò che hanno commesso di male ! --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- l'amico
, In risposta : Caro Corrado , non sono cristiano, sono taoista, cioè uno che crede nel flusso della Vita e si lascia
scorrere in essa. Cerco di essere un osservatore disincantato di quanto succede intorno a me...e sincronicamente riesco
ad esserlo per la maggior parte del tempo (non sempre...magari!!!). Tocchi tantissimi argomenti su cui non riuscirò
ad esprimere il mio parere per evitare di stancare...ma ce ne sono 2 che mi premono dentro. Il primo è la prigione...La
prima immagine che mi è venuta è quella di Papillon (te lo ricordi il libro ed il film con Steve McQueen ?) Quello è l'uomo prometeico, che non si arrende mai, un esempio per tutti noi. Tu dai la colpa ai governanti
di quanto succede, di tutte le brutture che succedono...ok, abbiamo individuato i veri responsabili...che bello !!! Allora
che aspettano le povere vittime, i governati, a ribellarsi ? Dalla loro parte hanno la stragrande superiorità numerica;
tra l'altro, anche le forze armate sono governate e, quindi, vittime...e naturalmente si schiereranno dalla parte dei
deboli, o no ? Quale esempio migliore per sottolineare ancora una volta che i governanti hanno il potere solo ed esclusivamente
nella misura in cui glielo concedono i governati ? Entro domani mattina, tutti i governanti potrebbero essere morti se i governati
lo volessero, o no ? Tra l'altro, un grande aforisma afferma: "Ogni popolo ha il governo che si merita". Guardiamo in faccia la realtà...essa l'abbiamo costruita noi, ognuno di noi, con le sue mani, ci crogioliamo
dentro e non facciamo nulla, nemmeno dentro di noi, per cambiarla.
L'altro argomento è la sorte dell'Africa...sono
stati i nostri governanti a renderla così miserimma ? Se hai letto qualche resoconto dei vari esploratori europei
ti sarà balzata agli occhi un'assenza costante da quei diari...la fame...L'Africa era un paradiso terrestre
e tanto generosa da provvedere ai bisogni di tutti i suoi abitanti...lo è sempre stata, persino ancora ai tempi di
Hemingway. Ma chi ha stravolto quell'equilibrio che durava da centinaia di migliaia di anni ? Qualche o tanti
governanti hanno detto o fatto capire "ammazziamoli tutti!!!" ? Noooo, è stata la brava (?) gente che,
armata di senso di solidarietà, ha portato il proprio aiuto (talvolta persino osteggiata nei buoni propositi dai suoi
governanti) sotto forma di vaccini, medicinali, latte in polvere, prevenzione contro la mortalità infantile (wow! tutti
doni del Signore e della carità dei popoli benestanti!) ed in tal modo ha alterato in modo catastrofico l'equilibrio
demografico sostenibile...in modo irreversibile, io credo. Nemmeno la peste avrebbe potuto fare simili danni. Ma
ci vergogniamo di tutto ciò e di cui siamo unici responsabili ? Noi, governati, non governanti. Macchè,
la colpa è sempre di qualcun altro e, così facendo, non realizziamo mai che viviamo in un modo totalmente sbagliato,
stiamo tradendo la nostra vera natura...siamo quanto di meglio la Creazione (dagli pure il nome che preferisci) ha saputo
concepire e noi come utilizziamo gli infiniti doni che abbiamo ricevuto ? Ma, ecco la domanda finale, siamo sicuri di
vivere o, invece, sopravviviamo semplicemente e del nostro fallimento, come esseri superiori ad ogni altro, accusiamo l'eterno
altro ?
Intervento di Corrado Francesco Carissimo, Ho volutamente atteso prima di prendere
la decisione di rispondere al tuo Post gradevole
e pieno di buona volontà perchè non condividendo tutto ciò che scrivi e non sapevo proprio come esprimere la mia opinione senza rattristarti. Vedi , amico mio, che il mondo sia una immensa fogna lo sappiamo tutti; e pertanto la tentazione di rifugiarsi nell'inevitabile destino e nel "Ma io che posso fare"
oppure nell'ancor peggiore "siamo tutti colpevoli" è comune a molti. Ma io non starò qui ad aspettare che i padroni del mondo, servitori di un dio malvagio che detta le
sue regole maligne e si nutre del sangue di bimbi come di anziani e malati, mi facciano scoppiare una bomba nucleare sul capo. So bene che lottare è una gara dura , molto dura, ma tacere o non agire è un primo sintomo di acquiescenza se non di complicità
col Sistema-Non sistema che governa il pianeta. Questa
panzana che ci si può ribellare ai governanti era forse plausibile ai tempi della clava o della spada. Ma oggi il pianeta è militarizzato, e il dominio è imposto con la violenza delle terribili armi di cui i governi dispongo. Ribellarsi
è follìa ! Quindi siamo prigionieri
, SI , rei di nulla, incolpevoli vittime del Maligno
e dei suoi seguaci genuflessi : Clerici e Governanti. Tu
non fai menzione dell'esempio da me portato : il bimbo che muore d'inedia ! Io non starò qui con le mani in mano ad attendere che stessa sorte possa toccare ai miei figli o nipoti. Nove milioni di bimbi vivono per strada solo in Brasile
; se ti va di far finta che non esistano , fà pure ! Io preferisco lottare .Un bimba di cinque anni che si prostituisce
sul marciapiede davanti casa mentre la madre alcoolizzata dorme su un letto sudicio di vomito non può essere lasciata
a discorsi filosofici nati dal bisogno disperato di dare risposta alla sofferenza umana . NON C'è RISPOSTA PERDIO
! C'è soltanto il lavoro continuo e disperato di uomini che comprendono che vivere così non ha nessun senso.
E NON SI PUO' AVERE UNA FILOSOFIA PERSONALE FINCHE' NON SI E' DATO IL SENSO ALLA VITA UMANA
! Bada bene amico mio : Il Senso
; e non un qualunque senso. Sta scritto : "Non per sempre tratterrò il mio braccio ... e i pastori ( Cioè
i governanti e i clerici ) grideranno in quel giorno". Ecco : io attendo quel giorno e faccio di tutto affinchè
sia presto. Dell'Aforisma : "Ogni popolo ha il governo che si merita" io non so proprio cosa farmene e , credimi,
non merito nè la superba arroganza di Berlusconi ne l'eccesso di tassazione di Prodi. Voglio uno stato
democratico autentico , che si prenda cura dei deboli e che creda nei diritti fondamentali dell'uomo . Questa vile
semiverità che noi siamo responsabili non tiene conto del fatto che i popoli sono ormai, più che mai,
tenuti nella miseria e nella ignoranza allo scopo proprio di impedire loro di capire il sopruso infame cui sono sottoposti
ed evitare così che si ribellino. Marx ha scritto molte sciocchezze ma una è sublime per la sua verità
: "La Religione è l'oppio dei popoli". E io aggiungo : anche certe filosofie che ci fanno succubi della
supina accettazione dell'apparentemente
inevitabile. In quanto all'Africa, che io non ho nominato , perchè ho parlato di Terzo mondo , Paesi
poveri in genere , dico solo quanto asserito da Human Rights Watch : "Non ostante le chiacchiere la ricchezza continua
ad affluire dai Paesi poveri verso i Paesi ricchi...in ragione di miliardi di dollari l'anno, quale conseguenza dello
sfruttamento operato dai secondi nei confronti dei primi a livello commerciale economico". La prova : In Europa
si fa largo uso di psicofarmaci e soltanto in Italia vengono consumate in un anno 24 milioni di confezioni di Tavor,
tanto per fare un esempio. Questo farmaco, se ti fai i calcoli del costo a pillolina costa in media 30.000 EUR al Kilo
. L'erba officinale comperata in Amazzonia, sfruttando
la miseria dei poveri Campesinos brasileiri, dalla quale si estrae il principio attivo, costa 10 Centesimi al kilo !
IO , MI DISPIACE CARO AMICO , ma non sposerò ingenue teorie che permettono si ignobile scempio del Diritto . E per
finire , e considero chiuso qui questo dibattito ahimè inutile, perchè la natura umana è tale per
cui difficilmente con le parole si può far cambiare parere ad altri, dirò della bevanda di ogni giorno : "A
tazzulella e cafè" : Esistono soltanto
due Traders nel Mondo che decidono quale debba essere il suo prezzo. Da noi è intorno ai 15/20 EUR al kilo ;
viene pagato ai soliti contadini non più di 15 Centesimi al kilo. Io non starò a guardare , magari con mezzi
diversi da quelli usati dai terroristi a libro paga dei governi di oggi o di domani , ok ! ? Se esiste il Terrorismo islamico
, ingigantito dal povero , misero signor Bush ( dinastia imperiale USA che di repubblicano non ha nulla visto che come
in una monarchia si passano il potere da padre in
figlio ) è proprio per i motivi di cui sopra : l'Imperialismo economico è pari a quello militare. Il Fato
non c'entra nulla . Un abbraccio sincero , Corrado Francesco
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