in questo video di pochi minuti potete vedere la
storia di Gianluca, un bambino etichettato iperattivo a cui erano state prescritte metanfetamine.
'Giù le Mani dai Bambini ha supportato la famiglia nella
loro battaglia per la libertà di scelta terapeutica, di rifiuto degli psicofarmaci e di ricerca di strade 'differenti'
per affrontare il disagio del piccolo. Ora Gianluca sta bene... grazie anche a Voi che ci sostenete quotidianamente. Per aiutare Giù le Mani dai Bambini in questa battaglia di civiltà, fai adesso una donazione fiscalmente
detraibile, il 100% dell'importo verrà utilizzato per sostenere i nostri progetti di educazione sanitaria
e di farmacovigilanza pediatrica, gestiti interamente da volontari:
Tutto il tuo denaro servirà per fare del bene, nessun Euro escluso.
COMUNICATO STAMPA DEL 16/04/2009novità DAGLI USA, CROLLA IL MITO DEGLI PSICOFARMACI
PER BAMBINI:INUTILI
COME TERAPIA, UNICA “GARANZIA” SONO GLI EFFETTI COLLATERALI.39,5 MILIONI DI PRESCRIZIONI SOLO NEL 2008, SI USANO ANCHE SUI BIMBI ITALIANI
-------------------------------
Il
Washington Post anticipa i risultati di un nuovo studio federale USA: gli psicofarmaci somministrati ai bambini iperattivi
sono inutili nel medio termine, l’unica cosa che “garantiscono” sul lungo periodo sono gli effetti collaterali.
Polemica tra accademici, William Pelham (Capo dello staff di ricercatori,
della State University) accusa: “Precedenti ricercatori hanno sfruttato il loro prestigio accademico
per mettere in imbarazzo tutti i colleghi che avevano dubbi sulle vecchie ricerche favorevoli agli psicofarmaci,
e questo ha portato tutti gli addetti del settore ad operare per anni sulla base di convinzioni errate, facendo impennare
le prescrizioni. Queste molecole sul medio-lungo periodo non valgono più di qualunque terapia non farmacologica”.
Poma (Giù le Mani dai Bambini): “Ci sono i rischi, non
ci sono i risultati: che gli specialisti smettano di fare – consapevolmente o meno - gli interessi delle
multinazionali, ed inizino a fare gli interessi dei bambini”Nuovi studi federali
USA – anticipati in questi giorni su un articolo del Washington Post - infiammano il dibattito sull’efficacia a lungo termine degli psicofarmaci somministrati
– anche in Italia - ai bambini agitati e distratti (cosiddetta “Sindrome Adhd”). L’accusa mossa ad alcuni team di ricercatori è
di aver volutamente sminuito le prove della scarsa efficacia di tali farmaci oltre i 24 mesi di trattamento. Il nuovo studio ha inoltre indicato che
un impiego a lungo termine di psicofarmaci può arrestare la crescita dei bambini: i dati più recenti a disposizione
dipingono quindi un quadro ben più negativo da quello che si evinceva dai risultati di analoghi studi pubblicati nel
1999 e largamente pubblicizzati delle multinazionali del farmaco produttrici di questi contestati farmaci psicoattivi.Il coordinatore del gruppo di ricercatori,
lo psicologo William Pelham della
State University di New York,
ha affermato che la più ovvia interpretazione dei nuovi dati è che i farmaci possono essere utili nel breve
termine ma inefficaci nel lungo periodo, ed ha anche aggiunto che i suoi colleghi avevano ripetutamente cercato di distogliere
l’attenzione dalle evidenze di queste risultanze: “La forza ed il prestigio accademico dei membri del primo gruppo di ricercatori
– ha dichiarato Pelham al Washington Post -fu tale che chi intuiva dei dubbi sull’attendibilità dei risultati a disposizione veniva messo in così
forte imbarazzo da non ritenere opportuno svelare al pubblico i propri dubbi e confutare i risultati del documento del 1999,
e questo ha portato
tutti gli addetti del settore ad operare per anni sulla base di convinzioni errate”.La prima analisi di questo genere, della durata di 14 mesi e
pubblicata nel 1999, dimostrava infatti che i bimbi trattati con psicofarmaci reagivano meglio di quelli che avevano ricevuto
solo terapie della parola o cure mediche di routine. Le case farmaceutiche distribuirono migliaia di copie di quell’articolo
ad altrettanti medici, ed il numero di diagnosi di Adhd e le prescrizioni di psicofarmaci aumentarono vorticosamente. Ma nel mese di agosto 2007 i ricercatori presentarono
i primi dati di follow-up
(verifica a distanza di tempo, ndr) i
quali non hanno mostrato differenze di comportamento fra bambini medicalizzati e non medicalizzati.Inoltre i bambini che hanno assunto psicofarmaci per 36 mesi presentano una statura
di 2,5 cm e un peso di circa 2,7 kg inferiore alla media dei bambini che non hanno ricevuto cure farmacologiche.Pelham ha dichiarato al quotidiano USA che
“la maggior parte dei genitori e medici ha recepito il messaggio che le ricerche indicassero la terapia farmacologica
come efficace anche nel lungo periodo, e ciò
ha generato ogni anno milioni di prescrizioni di psicofarmaci ai bambini, fino ai 39,5 milioni nel 2008 (fonte: IMS Health, ndr).
I dati recenti hanno invece
confermato che non ci sono - a lungo termine - differenze nel comportamento di bambini che hanno utilizzato farmaci rispetto
a coloro che non li hanno mai assunti” (fonte: Journal of American Academy of Child and Adolescent
Psychiatry, ndr).Un collega
del Prof. Pelham, James
Swanson
- Psicologo presso l'Università di California a Irvine ed anch’egli co-autore dello studio, ha citato una
serie di pubblicazioni scientifiche che dimostrano che i farmaci perdono efficacia nel tempo e rallentano la crescita corporea. “Se vuoi un risultato
domani, prescrivi uno psicofarmaco e lo otterrai, ma se vuoi intraprendere un percorso su tre anni, questi benefici immediati
perdono d’importanza:
se si prendono psicofarmaci per un periodo di almeno tre anni, non credo vi sia alcuna prova che il farmaco dia risultati
migliori di terapie che non lo prevedono”.Luca Poma, giornalista e portavoce nazionale di “Giù le Mani dai Bambini”,
il più rappresentativo comitato per la farmacovigilanza pediatrica in Italia, ha commentato: “Nell’intervista
al noto quotidiano americano, il prof. Pelham ha giustamente osservato che milioni di famiglie nel mondo somministrano ogni giorno uno psicofarmaco al proprio
figlio, ed hanno tutti i diritti di conoscerne i rischi e soprattutto hanno diritto di sapere che questi prodotti non garantiscono
alcun tipo di risultato sul medio-lungo periodo, esponendo per contro al rischio di effetti collaterali che possono andare
dalla riduzione della
crescita all’infarto al miocardio, dall’induzione al suicidio al coma epatico. È ora che invece di inseguire
le mode d’oltreoceano anche i nostri specialisti, in Italia, traggano le loro conclusioni: dobbiamo fare l’interesse
dei bambini, non quello delle multinazionali”.
Il Gabbiano del Lago - Copyright 1 Ottobre 2006 IDV Trasimeno - Castiglione
del Lago - Perugia ( IT ) Ottimizzazione 800x600 - Tutti i Diritti sono riservati - http://www.ilgabbianodellago.info - Powered By Easylandia ® International
Network