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CARCERI ITALIANE

Stefano FranchiJuly 31, 2010 at 12:36am
Oggetto: Strage 2 agosto 1980, PER NON DIMENTICARE
Tra pochi giorni cade il 20esimo anniversario della strage fascista alla stazione di Bologna.

Pdci e Prc locali hanno già annunciato la loro partecipazione alla commemorazione ufficiale, chiedendo verità sui mandanti e respingendo la vulgata di destra che mette in discussione la matrice fascista della strage.

Alla nostra Festa nazionale sarà allestita una mostra su questo tragico evento, per noi bolognesi è una ferita che si riapre ogni anni, alle 1025 di ogni 2 agosto, 81 morti e centinaia di feriti.

L'invito che vi facciamo è pubblicizzare sulle vostre bacheche, nella giornata del 2 agosto, il sito dei familiari delle vittime, tra l'altro la strage subita dai bolognesi non ha avuto ragioni locali, Bologna era un simbolo nazionale, nel 1980.

QUESTO IL SITO DEI FAMIGLIARI DELLE VITTIME: http://www.facebook.com/l/5a7429e3N7spWBESvZOMOk2i1Eg;www.stragi.it/

In Italia i bambini “invisibili” per legge: senza diritti e a rischio d’abusi e sfruttamento
 a cura di Terre des Hommes
“Terre des Hommes” lancia un appello al mondo politico e alla società civile per la modifica del cosiddetto “Pacchetto Sicurezza” prima della sua approvazione definitiva al senato. “Quel testo presenta alcune palesi violazioni dei diritti dell’infanzia”, dichiara Raffaele Salinari, presidente della Federazione Internazionale “Terre des Hommes”, “prima fra tutte l’impossibilità della registrazione all’anagrafe dei figli dei migranti che non avranno nome né cittadinanza”. Per bloccare questa norma che va contro il diritto fondamentale per ogni bambino di avere un nome e ricevere protezione, Terre des Hommes lancia una petizione on line che si può sottoscrivere alla pagina www.terredeshommes.it.Una norma (1) del “Pacchetto Sicurezza” ancora fermo al Senato per la sua approvazione definitiva rischia di negare il diritto all’esistenza per migliaia di bambini migranti in Italia in quanto renderà impossibile per i genitori migranti irregolari l’iscrizione all’anagrafe dei propri figli dopo la nascita. Questo perché dovranno presentare insieme ai loro documenti il permesso di soggiorno. “Questi bambini diventeranno invisibili per le istituzioni italiane, non potranno accedere all’istruzione primaria e, in mancanza di una minima tutela, potranno diventare oggetto di abuso, sfruttamento, tratta, pedo-business e vittime della criminalità organizzata”. In violazione del diritto fondamentale a crescere nella propria famiglia, riconosciuto dalla nostra Costituzione e dalla Convenzione ONU dei Diritti dell'Infanzia, per i bimbi nati in ospedale si potranno aprire procedimenti per lo stato di abbandono del neonato poiché i genitori non potranno riconoscerli. Per questo è prevedibile che aumenteranno i casi di parti al di fuori degli ospedali, in ambienti non sicuri dal punto di vista sanitario, con gravi rischi per la salute delle mamme e dei loro bambini.“Terre des hommes”, preoccupata per i rischi che il decreto presenta, lancia un appello e chiede con forza al Parlamento di modificare il testo in discussione in modo tale da offrire ad ogni bambino sul territorio italiano pari opportunità in ogni contesto sociale in cui viva o dal quale provenga, nel pieno rispetto dei principi nazionali e internazionali per la protezione e la tutela dell'infanzia.
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1) La norma del DDL 733-B contenuta nell'art. 45 (1 f) che modifica l'articolo 6 comma 2 del Testo unico sull'immigrazione approvato con decreto legislativo 286/1998.
“Terre des hommes” (TDH) Italia onlus è una organizzazione non governativa che si occupa di aiuto diretto all'infanzia in difficoltà nei Paesi in via di sviluppo, senza discriminazioni di ordine politico, etnico o religioso. Nata nel 1989 e diventata fondazione nel 1994, TDH Italia oggi è presente in 23 paesi di tre continenti con oltre 70 progetti di aiuto umanitario d’emergenza e di cooperazione internazionale allo sviluppo, con programmi in settori quali salute di base e protezione materno-infantile, educazione di base, formazione professionale, protezione dei bambini di strada ed in conflitto con la legge, promozione dei diritti umani, attività generatrici di reddito e sviluppo delle risorse naturali. TDH Italia fa parte della Terre des hommes International Federation (TDHIF), lavora in partnership con ECHO ed è accreditata presso l’Unione Europea e l’ONU. Per ulteriori informazioni consultare il sito

Data invio: giovedì 5 febbraio 2009 1.27 Oggetto: Insultata per aver difeso la Costituzione

 Speravi che i sei romeni violentassero te….Li sei andata a trovare in carcere e poverini sono stati picchiati… Ma Vaffanculo!!!

messaggio non firmato

Peccato che nella vita non si possono avere certe riprove, ma non dispero! Chissà se dovessero capitare le stesse cose a chi sostiene di non toccare Caino, cosa succederebbe se chiuso questo/i in una ampia cella con la vittima e i suoi parenti, che fine farebbe il suddetto fratello di Abele.

Maurizio

Fai veramente schifo, ti auguro di essere stuprata da un branco di merde come quelle li, ma magari ti piace perche a quanto sei brutta e fai schifo non ti scopa nessuno troia del cazzo, ti auguro pure che ti venga un tumore al cervello (se possibile visto che materia grigia non ne hai molta), e che te ne vada quanto prima tra atroci sofferenze, pregheremo tutti perchè tu muoia. crepa puttana di merda

messaggio non firmato

Prima di dire tutte le cazzate che hai dichiarato, hai pensato a quanto fosse stata impaurita la ragazza brutalmente stuprata? Sono stati pestati, bene peggio gli deve succedere! E' grazie al vostro buonismo e alle leggi del cazzo vigenti nel nostro paese che tutti i delinquenti stranieri vengono in Italia a fare i loro comodi, così come da loro stesso dichiarato, in quanto se avessero commesso tali reati nel loro paese, avrebbero buttato via la chiave, mentre in Italia ci sono i parlamentari deficienti come te che vanno a trovarli e dichiarano " poverini erano spaventati etc. etc." Distintamante la saluto mandandola a fare in culo.

messaggio non firmato

Caro Corrado,

questi sono solo alcuni delle centinaia di messaggi che sono arrivati sulla mia posta elettronica della Camera dei deputati, o che sono stati scritti su siti come FaceBook, Fai Notizia, Tiscali e Repubblica.it. Ho voluto renderli pubblici e così puoi leggerli tutti a questo link.

Da parte mia vorrei rispondere soltanto con poche parole:

"Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato."
(Articolo 27, Costituzione della Repubblica italiana)

...ma so purtroppo che non basta. Non in Italia. Non dopo 60 anni di un regime che ha fatto carta straccia della legalità, che ha creato la vera insicurezza della nostra società, l'insicurezza di giustizia, l'incertezza del diritto. Ho voluto rendere pubblici questi messaggi perché credo rappresentino uno spaccato significativo dell'Italia. Inutile dire che fra i post che leggo e che oggi mi insultano per essere andata a trovare i sei rumeni a Rebibbia dopo le segnalazioni di pestaggi che mi erano arrivate, molti dei cosiddetti difensori delle vittime dello stupro, usano nei miei confronti lo stesso identico linguaggio degli stupratori. Io li comprendo: perché, infatti, dovrebbero comportarsi in modo diverso dagli stupratori dei media, soprattutto televisivi, che propongono la gogna mediatica degli arresti, dopo essere stati convocati, insieme al popolo inferocito, in caserma? Perché gli autori del turpiloquio nei miei confronti, dovrebbero avere il senso della legalità e del rispetto delle regole se le istituzioni sono le prime a violarle? Perché dovrebbero sentirsi "protetti" se i Sindaci esprimono solidarietà a parole, ma non fanno alcunché per recuperare i quartieri degradati delle città, per illuminarle molto di più e per tirare fuori dagli uffici e mettere in strada i vigili urbani? Cosa dovrebbe rassicurarli? I quasi 4 milioni di processi già pendenti, la maggior parte dei quali non giungeranno mai a sentenza perché prescritti a causa di un sistema giudiziario lento e quindi inefficace? Infatti la vera gogna non viene dai cittadini che mi scrivono, ai quali quantomeno ho la possibilità di rispondere, uno ad uno, dalla mia casella email. La gogna è avvenuta in diretta tv, sabato pomeriggio, su Rai Uno, senza possibilità di replica. E oggi, in Senato, da parte di colleghi che hanno usato argomenti indegni di un parlamento repubblicano.                                      Rita Bernardini

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