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Quale futuro vogliamo dare ai nostri figli ? E quale terra vogliamo consegnare loro? Già dieci anni fa gli scienziati di tutto il mondo riuniti a Erice sostenevano che rimaneva si e no un paio d'anni per salvare la Terra invertendo a 360 ° il comportamento della società industriale.

Parchi e Aree marine

Istituiti cinque Parchi nazionali; quattro aree marine protette; due parchi sommersi, il Santuario dei cetacei, un parco archeologico tecnologico, due parchi musei minerari e un parco geominerario, una riserva naturale statale e quattro zone umide. Accordi di programma con Regioni ed enti per la tutela della natura. Impegnati circa 4 milioni e mezzo di euro per combattere l’ abusivismo all’interno del sistema delle aree protette italiane. Incrementata la lotta all’inquinamento marino. Stop alle carrette del mare. Creato il reparto ambientale marino delle Capitanerie di Porto. Monitorata la salute del mare. Avviate procedure più rigorose per l’immissione nell’ambiente di Ogm. Approvati provvedimenti a favore delle specie a rischio come cetacei e pipistrelli. Approvate nuove norme per gli zoo.

La mappa della natura protetta in Italia si è allargata: si contano infatti 22 parchi nazionali e venti aree marine protette. In questi due anni e mezzo sono nati l’Ente Parco Nazionale del Circeo, il Parco dell’ Appennino Tosco Emiliano, il parco della Sila, il parco dell’ Asinara, che e’ anche parco marino e il Parco dell’ Alta Murgia.
Istituiti anche il Parco Tecnologico e Archeologico delle colline metallifere grossetane, il Parco Museo delle Miniere dell’Amiata, il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, il parco museo minerario delle miniere di zolfo delle Marche e la riserva naturale statale dell’isola di Vivara.
Sono state dichiarate di importanza internazionale le zone umide dell’Oasi di Castelvolturno o Varicosi, dell’Oasi del Sele – Serre Persano, Pantano di Pignola e il Lago di S. Giuliano.
E proprio per la salvaguardia delle retrostanti zone umide di interesse internazionale dell’ area metropolitana di Cagliari, oltre che del litorale, e’ stata sottoscritta un’ intesa con la Regione Sardegna.

Ma la geografia della natura protetta è destinata ad ampliarsi ancora. L’iter istitutivo di un nuovo parchi nazionale, quello della Val d’Agri, è giunto ormai alle fasi conclusive.
Anche le aree marine protette sono più numerose, con le istituzioni di Capo Gallo – Isola delle Femmine e le Pelagie in Sicilia, Capo Caccia-Isola Piana e Isola dell’Asinara, entrambe situate in Sardegna. Di imminente istituzione anche le aree marine di Santa Maria di Castellabbate e di Costa degli Infreschi, nel Cilento, in Campania e Capo Murro di Porco in Sicilia.
Ai venti parchi marini si aggiungono i parchi archeologici sommersi di Baia e Gaiola, in Campania, e il Santuario per i mammiferi marini, compreso in una larga zona marina tra il Tirreno settentrionale e il mar Ligure (tra Corsica, Sardegna, Toscana, Liguria, Francia e Principato di Monaco).
Sono stati avviati anche interventi per combattere l’abusivismo nelle aree protette. Il Ministero per questa iniziativa ha stanziato circa 4.500.000 euro dal 2001 al 2003.
E per rafforzare i controlli sono stati costituiti i Coordinamenti Territoriali del Corpo Forestale dello Stato (CFS) presso gli enti parco nazionali.
Maggior sinergia anche con il Club Alpino grazie all’accordo quadro stipulato con il Cai. Un protocollo d’intesa, siglato tra Ministero e Agenzia del Demanio, stabilisce che i beni statali ricadenti nei parchi nazionali vengano utilizzati dal Ministero dell’Ambiente e dallo stesso Ente Parco per il raggiungimento dei propri compiti istituzionali.

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Per rafforzare e sviluppare i programmi e le attività di conservazione della natura nei Parchi e nelle aree marine protette il Ministero ha inoltre stipulato accordi di programma sia con L’Anci (associazione nazionale comuni italiani) che con l’Ancim (associazione nazionale isole minori). Sono stati firmati inoltre accordi di programma con sette regioni per lo sviluppo sostenibile nelle aree protette.
Si è puntato molto, in questi due anni e mezzo, alla prevenzione e alla lotta all’inquinamento del mare. Lo stato di salute del mare e’ tenuto sotto controllo attraverso il programma di monitoraggio nazionale per il controllo dell’ambiente marino costiero, avviato nel giugno 2001, che sta fornendo il primo reale quadro conoscitivo dello stato di qualità dei nostri mari.
Lo scopo di questo programma, che il Ministero finanzia destinando ogni anno circa 6,6 milioni di euro, e svolge in collaborazione con le 15 Regioni costiere italiane, è quello di tenere sotto controllo lo stato di salute degli ecosistemi marino-costieri italiani, offrendone una valutazione su tutti i comparti ambientali, si tratta di un programma che ha pochi precedenti nello scenario internazionale. [Segue…]

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