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Sent: Wednesday, September 29, 2010 5:37 PM
Subject: Berlusconi: un dittatore non pi libero. Intervento in Aula, mercoled 29 settembre 2010

Berlusconi: un dittatore non più libero
Intervento on. Leoluca Orlando in Aula Montecitorio - mercoledì, 29 settembre 2010.
 
Am Ende hängen wir doch ab, von Kreaturen, die wir machten . Wolfgang Goethe
.
" Alla fine dipendiamo dalle creature che abbiamo creato ".


E' questa, la dipendenza da chi e da ciò che si è creato, la chiave di lettura di questa seduta parlamentare, è la chiave di lettura di questo governo e del presidente del Consiglio dei Ministri. Cosa stiamo facendo oggi?

Un voto; la maggioranza chiede conferma di sostegno e di programma dopo due anni.

Normale.

Normale rispetto del Parlamento?

Tutt'altro!

La fiducia, con il suo voto palese, viene chiesta per la 40esima volta in due anni. Ancora una volta, non come fisiologico strumento di controllo del governo da parte del Parlamento, ma strumento di patologico controllo dello stesso da parte del Governo.

Da due anni, tra incomprensioni e in solitudine, l'Italia dei Valori ha denunciato e denuncia un progetto eversivo della legalità costituzionale. E la Costituzione repubblicana resta scritta come la scrissero i Costituenti, ma la sua attuazione da parte di questo governo è opposta a quanto lì è scritto. E ciò per comportamenti, proclami, leggi ad personam , conflitti di interesse.

Un disprezzo per la Costituzione , confermato dall'eliminazione della funzione di controllo: il presidente della Repubblica controlla… va zittito; l'Europa controlla…dà fastidio; il Parlamento controlla… va mortificato, anche con continui ricorsi ai decreti legge e al voto di fiducia; l'opposizione controlla….va disarticolata con l'uso improprio di servizi deviati e delegittimata; l'informazione controlla…va imbavagliata; la Magistratura controlla…va bloccata, insultata, intimorita….oggi all'interno della maggioranza si denunciano gli stessi vizi e gli stessi pericoli..poi, però, si vota la fiducia a conferma di quella struttura eversiva e padronale che, a parole e nei talk show, viene denunciata.

Siamo all'imbarbarimento e la cultura dell'appartenenza (non: chi sei? che cosa sai? che cosa sai fare?; ma: a chi appartieni?) non è più soltanto vizio meridionale che, tanti e da tanti anni combattiamo, ma è diventata cultura nazionale che genera
caste , logge , cricche e conflitti di interesse .

Venditore e compratore, Stato e mercato, legislatore penale e imputato, controllore e controllato, appaltante e appaltatore, una grande soffocante identificazione che mortifica i meriti, ignora i bisogni e tutela gli appartenenti. In questo, si frantuma l'etica della responsabilità e dignità e onoreprevisti nel secondo comma dell'Art. 54 della Costituzione per i pubblici funzionari, è considerato dalle cricche un fastidioso richiamo moralistico.

In questo quadro, precaria la scuola piena di precari; precarie le famiglie e disperati genitori e figli senza futuro; precarie le imprese piene di debiti e prive di lavoratori; precaria la cultura e vuoti i teatri; precaria la giustizia e piene le carceri di disperati; precaria la legalità e impuniti potenti e prepotenti, mafiosi e non, dei colletti bianchi; precaria la nostra credibilità internazionale e fiorenti gli affari della cricca in Russia, Ucraina, Libia; precario il federalismo delle responsabilità e arrogante il federalismo clientelare e degli egoismi; precaria la cultura democratica e nemico il diverso; precario il sistema bancario e garantiti i mafiosi e i criminali di ogni specie, con scudi fiscali e condoni fiscali ed edilizi; precaria, per ultimo e non da ultimo, l'informazione stretta tra lusinghe e veti, seguiti e preceduti da minacce e bavagli.

Tra qualche ora il governo otterrà la fiducia coatta, sommando contestatori ricattati e saltimbanchi appigionati. Il governo dirà ai quattro venti di avere la maggioranza in un Parlamento di nominati e a libertà limitata, cercando, così, di nascondere l'ormai irreversibile perdita di maggioranza di consensi e di credibilità nel Paese.

E tirerà a campare, costringere e comprare una pratica da C3 al servizio di, P2,P3,P4 .

Un dato, però, è il più inquietante fra tutti: chi guida questo processo eversivo non appare, e certamente non è più  se mai lo è stato - libero.

Lei, presidente Berlusconi, dipende ormai dalle sue creature, dal suo passato sul quale non vuole si faccia luce, sulla stampa e nelle Aule dei tribunali; Lei dipende ormai dai suoi compagni di ieri e di oggi, dipende dagli opportunisti che, nella storia, si sono sempre avvicinati al dittatore in difficoltà per ricavare scampoli di privilegi prima del naufragio.

Noi dell'Italia dei Valori voteremo ancora una volta, per la 40sima volta, NO, con voto palese. Sappiamo, questa volta, però, che dietro il NO dell'Italia dei Valori vi è ormai la maggioranza degli italiani.

SULLO STESSO ARGOMENTO DI CUI SOPRA UN INTERVENTO DELL'ON.LE  Donadi ( IDV)

DECRETUM AD PANINUM? INDIGESTO Tante volte, su questo blog, ho scritto che siamo all’anticamera della dittatura. Un Parlamento umiliato da continui colpi di fiducia, decreti legge a gogò, cinegiornali asserviti al padrone, trasmissioni televisive cancellate in campagna elettorale. L’unica cosa che ci ha impedito, almeno fino ad oggi, di gridare al regime è perché in questo paese vigono ancora elezioni democratiche, cuore ed essenza stessa della democrazia…   Per leggere l'articolo completo e lasciare un commento:  http://www.massimodonadi.it

Intervento pubblicato il 7 Maggio 2009 dal Corriere dell'Umbria

Gent.mo Direttore,

 Abbiamo apprezzato molto, sul Corriere dell’Umbria di Giovedì 7 Maggio l’articolo,nella Pagina delle Opinioni, che disegna la situazione delle Piccole Medie Imprese un po’trascurate e poco favorite dal Sistema Economico-Politico attuale.Ci riferiamo ovviamente a quelle Imprese che producono ricchezza nella piena legalitàE nel rispetto delle Regole di un Mercato ben poco libero, dove la presenza di Monopoli, Duopoli e Oligopoli in pressoché tutti i Settori testimonia l’eccesso di Liberismo e laScarsità di Liberalismo autentico, che con quello ha ben poco a che fare.Abbiamo molte volte affermato e scritto, fin dalle battaglie condotte già agli inizi degliAnni ’80 ( I Perugini più attenti se ne ricorderanno) contro Leggi fiscali troppo severe( Leggi Visentini bis etc..) che il “Sistema è di fatto un “Non Sistema”.Alla scarsa propensione a sostegni autentici destinati alle famiglie che hanno il coraggio di intraprendere, da parte del Potere Centrale di ogni colore, si sono aggiunte, in una Economia rarefatta, alcune pessime “abitudini” suggerite dai Legislatori e dai loro padrini nella MacroImpresa Finanziaria.  Migliaia di Circolari, Adempimenti spesso inutili ( si pensi ai Ministri delle Finanze degli anni ’80 che in più anni ci obbligavano a compilare elenchi di clienti e fornitoriper poi dirci, un giorno prima della presentazione, che non  era necessario; quando già avevamo speso somme notevoli per commercialisti e ragionieri che li compilassero.Si pensi alle Aliquote minime, come se Territori e Professioni e Arti e mestieri, con le loro diversità, potessero veramente essere accomunati in un unico “Guadagno minimo certo”.Simili brutture economiche volute dai Governi che si sono succeduti fino ad oggi hanno favoritol’evasione e la fuga nel sommerso di troppi Microimprenditori che si sono sentiti giustamente“taglieggiati” da un Fisco rapace ed esoso. Di tutto questo ha approfittato l’attuale Maggioranza di Governo per farsi propaganda elettorale, per poi, di fatto, non cambiare assolutamente nulla e lasciando invariato il carico fiscale sulle spalle delle PMI. Non si vuole fare qui un discorso squisitamente politico ma soltanto economico, in difesa diuna Categoria composta da famiglie, da uomini e donne, nell’Artigianato, nel Commercio, nella Piccola Industria, che passano le Ferie nelle loro Aziende, che trascorrono le malattie in piedi, al lavoro, che non si concedono mai un viaggio di piacere ne una vacanza ristoratrice.Sono questi oggi la vera ossatura della nostra Economia e non  possono competere con le Economie emergenti nella sfida che le nuove Tecnologie, l’elettronica, la bionica, l’Informatica, la Telematica, la Rete delle Reti, il ‘digital divide’ senza un cambio concreto di ‘Metodo’ Socio-Politico-Economico. Noi vediamo nel nostro Paese il rischio di una nuova forma di Sovietismo che questa volta viene da coloro che si dichiarano alfieri del Liberismo più sfrenato, e che potremmo chiamare “SovietLiberismo di Destra”.Stesso Accentramento del Potere politico ed economico nelle mani di pochi: Poco importa che a parole si dichiari liberista. Rimane ciò che  è, a prescindere dal colore: Totalitarismo Economico e Sociale! 

Un Saluto cordiale, Corrado Di Lorenzo

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