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Gli immigrati, la Maggioranza e il telefonino: chiagni e fotti

di Maurizio Calò e Shukri Said - 18 maggio 2009 da 'Notizie Radicali'

Il Presidente Berlusconi afferma che “Non vogliamo una società multietnica”.Con ciò egli denigra gli stranieri divenuti italiani acquisendo la cittadinanza e negando loro pari opportunità. Ne riparleremo al voto.Il Ministro Frattini dice che gli immigrati sono il 5-7% che non fanno dell’Italia un paese multietnico. I 5,5 milioni di stranieri non sono pochi, ma al loro peso economico e numerico non corrisponde il peso elettorale. Altrimenti assisteremmo all’ola per gli immigrati.Il Ministro Maroni esulta per i respingimenti. Omettere l’identificazione di chi avrebbe diritto all’asilo crea un conflitto democratico insuperabile. I migranti dei barconi hanno sempre presentato molte richieste di asilo (oltre il 50%) e se anche la media a buon fine fosse il 5% si confermerebbe la violazione dei diritti sullo status di rifugiati.L’ISTAT dice che gli immigrati sono 5,5 milioni; producono il 10% del PIL pari a 5 miliardi e ne consumano in servizi solo 700 milioni; contribuiscono alle pensioni e alle entrate fiscali; il numero delle loro imprese è in aumento mentre quello degli italiani diminuisce.Facciamo ordine.La percentuale degli immigrati al 5% è una media alla Trilussa: dove vi è produttività diventano anche il 30%. Negare la multietnicità in questi casi, è negare la realtà.L’Italia è un Paese multietnico non per i clandestini (un’esigua minoranza) ma perché è servito ammettere un numero crescente di stranieri che coprisse un fabbisogno insoddisfatto e se si prende la metro la mattina prima delle sette si troveranno prevalentemente stranieri diretti al lavoro. Sono quelli dotati di laboriosità, puntualità, tenacia e spirito di sacrificio. Doti che in passato gli italiani avevano in abbondanza e che ora stanno perdendo sino a permettere ad un Ministro di richiamarsi ai fannulloni. Lentamente le formiche extracomunitarie hanno soddisfatto le esigenze di una popolazione sempre meno incline all’impegno; si sono dedicate al lavoro mentre gli italiani hanno preferito la finanza; hanno sposato il sacrificio invece dello sballo del sabato sera.Demonizzare l’immigrazione è come prendersela col telefonino. Quindici anni fa non c’era però oggi ci domandiamo come potevamo vivere senza.Il descritto contesto dell’immigrazione, che procura una cospicua ricchezza all’Italia, Paese in cui una cospicua parte dei cittadini ne denigra il fenomeno così come risulta dalle recenti dichiarazioni della Maggioranza sui giornali, trova a Napoli la più puntuale delle sintesi: “Chiagni e fotti”.

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