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Oggetto:
il 17-18-19 luglio le agende rosse di nuovo a Palermo, lettera di Salvatore Borsellino questo il link per dare la vostra presenza e che vi prego
di far girare :
http://www.facebook.com/#!/event.php?eid=124163794276030&ref=ts
PER FAVORE; RISPONDERE "Parteciperò" solo se si pensa di potere essere FISICAMENTE presenti
all'avento, altrimenti scegliere un'altra delle risposte possibili "Forse parteciperò" o "Non parteciperò". Vi aspettiamo, anche quest'anno faremo da scudo ad impedire che le pseudo autorità depongano una corona di disvalore.
Federica Menciotti
17-18-19 Luglio 2010 LE AGENDE ROSSE A PALERMO C0N PAOLO BORSELLINO
E'
passato un anno da quando ci siamo ritrovati tutti a Palermo, in via D'Amelio, per impedire che quel luogo reso sacro dal
sacrificio di Paolo e dei suoi ragazzi venisse ancora una volta profanato. Profanato dagli avvoltoi che, tornando sulla
scena del delitto, arrivavano come ogni anno ad assicurarsi che Paolo fosse veramente morto. Ad assicurarsi che non potesse
più mettersi di traverso rispetto ad una ignobile trattativa stretta tra Stato e antistato. Ad assicurarsi che potessero
continuare a godere i frutti di quel patto scellerato e continuare a pagare le cambiali contratte per concludere quel patto.
L'anno scorso, in via D'Amelio abbiamo per la prima volta stretto in mano e levato al cielo le nostra Agende Rosse e
per la prima volta nessun rappresentante delle Istituzioni ha avuto il coraggio di arrivare in quella via. Nessuno di
loro è venuto a deporre quelle corone di fiori che non avremmo accettato fossero poste davanti alle foto di Paolo,
di Agostino, di Claudio, di Emanuela, dii Vincenzo, di Walter, i nostri eroi. Se qualcuno di loro fosse arrivato lo avremmo
dirottato su una riproduzione della tomba di Vittorio Mangano, il loro eroe. Con quelle Agende Rosse siamo stati nell'atrio
della Facoltà di Giurisprudenza, dove Paolo ha vissuto quattro degli anni della propria giovinezza, preparando quegli
esami che lo avrebbero portato a diventare il più giovane magistrato d'Italia. Siamo saliti, levando le nostre
grida di rabbia, lungo le rampe assolate che portano al Castello Utveggio, sul monte Pellegrino. Da li abbiamo visto
con i nostri occhi come chi ha azionato il detonatore che ha provocato la strage potesse, ad occhio nudo, vedere, davanti
al portone di Via D'amelio, il Giudice Paolo suonare il campanello del casa dove lo aspettava sua madre. Con quelle
Agende Rosse siamo stati in via D'Amelio, nell'ora della strage, quando è calato il silenzio e ciascuno di noi ha potuto
sentire battere forte il proprio cuore e, nel battito del cuore degli altri ha riconosciuto il battito del cuore di Paolo
e dei suoi ragazzi. Ancora con quelle Agende Rosse abbiamo percorso a piedi le strade di Palermo fino ad arrivare nelle strade
della Kalsa, in piazza Magione. Quella piazza, quel quartiere dove Paolo e Giovanni si sono affacciati alla vita e sono poi
cresciuti insieme con tanti di quei ragazzi che poi la vita avrebbe portato nelle mani di quelli che sarebbero stati i loro
assassini. Con quelle Agende Rosse siamo stati davanti al Palazzo di Giustizia di Palermo a gridare la nostra
solidarietà ed il nostro affetto a quei magistrati per i quali oggi, con le stesse Agende Rosse in mano e nel cuore,
ci siamo costituiti in Scorta Civica in loro appoggio ed a loro protezione. Con le stesse Agende Rosse in mano e nel
cuore siamo stati poi, per tutto questo anno che è trascorso da allora, in tanti incontri, in tante città, dovunque
fosse necessaria la nostra rabbia, la nostra voglia di Verità e di Giustizia, o il nostro amore. Siamo stati
a Roma, a L'Aquila, ancora a Palermo nelle vicinanze del Natale e abbiamo riempito l'olivo di Via D'Amelio di foglietti rossi
con i nostri pensieri per Paolo, a Torino, a Napoli, a Pescara, a Cinisi, in tante altre città, in tanti altri incontri,
in tante altre battaglie. Ora è passato un anno e Paolo ci chiama ancora una volta nel posto dove ha guardato
l'ultima volta il cielo azzurro di Palermo,dove il suo sangue si è mescolato a quello dei suoi ragazzi, dove qualcuno
ha sottratto dalla sua borsa quell'Agenda Rossa che è diventata il nostro simbolo. Tante cose sono cambiate in
questo anno, il nostro paese sta sempre più scivolando verso il baratro di un regime, la nostra Costituzione viene
sempre più messa sotto tiro e chi ne dovrebbe essere il garante è sempre più preda della sua ignavia,
i magistrati sono sempre più attaccati e vilipesi ma nonostante questo alcuni di loro, a Palermo e a Caltanissetta
stanno forse per togliere il velo che finora ha impedito di arrivare ai mandanti occulti delle stragi del '92 e del '93.
Dei nuovi collaboratori di Giustizia stanno parlando con i magistrati, tanti personaggi hanno improvvisamente, a 17 anni di
distanza, riacquistato barlumi di memoria e cominciano a fare delle ammissioni sulla "trattativa". Solo uno,
Nicola Mancino, continua a fingere di non ricordare ma forse dovrà presto scavare nella propria memoria davanti ai
magistrati. Noi siamo pronti per rispondere alla chiamata di Paolo, saremo a Palermo il 17, il 18, chi potrà,
e il 19 tutti perché Paolo ha bisogno di noi, ancora una volta Palermo si riempirà delle nostra Agende Rosse
e delle nostra grida di incitamento alla RESISTENZA.
Salvatore Borsellino
Oggetto: Terra di Nessuno speciale della
Rai di Paolo Zagari- Per favore chi può e vuole ...voti questo bell http://www.facebook.com/l/2c05c;temi.repubblica.it/repubblica-sondaggio/?pollId=2081&ref=HREC2-4
www.massimodonadi.it 15 giugno 2010 INTERCETTAZIONI: GIORNALISTI POCO ONOREVOLI Giornalisti poco onorevoli. Giornalisti che votano la legge bavaglio. Giornalisti che
mettono la loro firma su una legge che limita la libertà di stampa. Al Senato, la scorsa settimana, si è verificato
anche questo. Sappiamo tutti che il Ddl intercettazioni non è solo un’aggressione alla sicurezza dello Stato,
ma anche un’intollerabile limitazione all’esercizio della professione giornalistica, come denunciato con forza
dall’Fnsi…
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