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La situazione. Gli scandali della Protezione civile,
una inchiesta e una interrogazione radicale di più di un anno fa…

di Valter Vecellio

E’ evidente che il capo della Protezione civile Guido Bertolaso è innocente fino a quando non viene provato che è colpevole di quanto gli viene imputato; è una regola generale che dovrebbe essere così connaturata da non esserci alcun bisogno di ricordarla. Così come dovrebbe essere altrettanto scontato che non è l’indagato – nel caso Bertolaso – che deve provare di essere innocente, che quanto gli si contesta è infondato; piuttosto è l’accusa che deve dimostrare che ha elementi e prove per sostenere quello che sostiene. Infine che Bertolaso si sia intrattenuto con quella o quell’altra signora, e abbia avuto con loro rapporti sessuali, e cosa di nessun interesse, ai fini dell’inchiesta che riguarda illeciti che si sarebbero consumati a proposito degli appalti per il G8 alla Maddalena, poi dirottato a L’Aquila. Quello che ciascuno fa nel suo letto con persone adulte e consenzienti, è affar suo e di nessun altro; a meno che Bertolaso non abbia pagato quella o quell’altra signora con denaro pubblico; e questo ancora nessuno l’ha detto.C’è invece un aspetto della vicenda che andrebbe considerato, a prescindere dal coinvolgimento diciamo così penale di Bertolaso, coinvolgimento – ripeto – tutto da provare.Ora questa storia degli appalti alla Maddalena su cui molto non torna, non è una novità. Un giornalista dell’“Espresso”, Fabrizio Gatti – lo stesso giornalista cui dobbiamo eccellenti inchieste sui migranti, gli extracomunitari e come vengono trattati in Libia – aveva pubblicato il 30 dicembre 2008 un’inchiesta dove praticamente c’era già tutto quello che sta riempiendo oggi le pagine dei giornali, nomi, fatti, cifre, tutto. Non solo: da quell’inchiesta i parlamentari radicali ricavarono una lunga e dettagliata interrogazione: roba del dicembre 2008. Dunque, si sapeva, era stato detto, scritto. E certamente non può dire di non aver saputo Bertolaso: qualcuno lo avrà senz’altro informato dell’inchiesta pubblicata e dell’interrogazione presentata (e se non sapeva, se nessuno lo ha informato, se non si è accorto di nulla, è perfino peggio).C’era dunque tutto il tempo per reagire, dissociarsi, chiarire, spiegare; e invece niente, fino a quando non è scoppiato il bubbone. Nell’interrogazione radicale, per esempio, si parla anche di 365 quintali di amianto o macerie contaminate dall’amianto provenienti dalla demolizione delle strutture dell’arsenale militare della Maddalena interrato alla bell’e meglio in una discarica vicino a un fiume. E’ possibile che non ci sia, nel comportamento di Bertolaso, nulla di penalmente rilevante; ma qui si tratta di dare un giudizio, una valutazione su chi governa una struttura di pronto intervento, un settore delicato e importante come la protezione civile. Un giudizio, diciamo così, politico, su questioni note dal 2008 e nonostante ciò si è fatto finta di nulla. E il giudizio non può che essere severo. Questa la situazione, questi i fatti.

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